Inter-Atalanta 1-1: la Dea Sfortuna e la serata di Handanovic

Pubblicato il autore: Giuseppe Colicchia Segui

INTER-ATALANTA 1-1 – ANALISI DEL MATCH

Quella andata in scena tra Inter e Atalanta si pronosticava come una bella partita tra due grandi squadre e così è stato. L’Atalanta di Gasperini, reduce da due vittorie consecutive con 10 gol totali realizzati e 0 subiti, era ed è senza dubbio la squadra più in forma del campionato; per l’Inter di Conte, capolista sì ma con continue assenze per varie defezioni, è stata una partita molto dura dove a fare la differenza è stata l’intensità dei calciatori in campo. Un’Atalanta abituata a giocare a certi ritmi di intensità e velocità ha messo a dura provala difesa interista, soprattutto nel secondo tempo; nel primo tempo, invece, superiore la prestazione dei ragazzi di Antonio Conte che hanno interpretato fin da subito il match nella maniera giusta, aggredendo gli avversari e cercando le combinazioni tra i due attaccanti Lautaro Martinez e Lukaku. Proprio i due bomber interisti fanno la differenza nel primo tempo: Lukaku è incontenibile per la difesa atalantina, costretta a subire la superiorità fisica e atletica del belga, mentre Lautaro è una costante spina nel fianco. È Lautaro Martinez a sbloccare il match con il gol del vantaggio realizzato al 4′: ennesima combinazione al limite dell’area tra l’argentino e il compagno di reparto belga, il numero 10 supera Toloi e calcia violentemente il pallone facendolo passare sotto le gambe di Gollini. L’Atalanta comincia pian piano a trovare le misure, senza però essere molto pericolosa in avanti se non con qualche azione personale o con tiri da fuori area. Al 21′ Palomino salva sulla linea dopo il tocco sotto di Lautaro Martinez che aveva scavalcato il portiere avversario. Al 39′ la discussa occasione per l’Atalanta col contatto in area tra Lautaro e Toloi non sanzionato . La Dea comincia il secondo tempo con una nuova faccia, la beneamata comincia a perdere energie fisiche: al 53′ la decisiva sostituzione effettuata da Gasperini che toglie dal campo Zapata inserendo Malinovskyi, con conseguente passaggio al “falso nueve“. Il neo-entrato colpisce subito un palo con una violenta botta dai 20 metri. La difesa interista cerca di resistere ma il centrocampo non riesce più ad essere incisivo come nel primo tempo: Conte sostituisce Sensi con Borja Valero ma le cose non cambiano. Al 75′ arriva il gol del pareggio dell’Atalanta realizzato da Gosens: l’esterno atalantino beffa Candreva e Handanovic con un allungo in spaccata a seguito di un cross di Ilicic rimpallato. L’Inter fatica a reagire e Conte effettua il secondo e ultimo cambio del match sostituendo Lautaro Martinez con Politano al 80′. L’esterno italiano scompare subito dal campo, Lukaku non riesce più a reggere da solo il peso dell’attacco, così l’Inter si schiaccia lasciando il pallino del gioco ad un’Atalanta vogliosa di vincere. Al minuto 86 la squadra di Gasperini conquista un calcio di rigore per un fallo di Bastoni su Malinovskyi: dal dischetto va Muriel che si fa ipnotizzare da Handanovic che salva la propria squadra dalla sconfitta.

INTER-ATALANTA – I CASI ARBITRALI

Molto acceso è stato il post-partita prima in tv, poi sui social e sui giornali, a causa del rigore negato all’Atalanta per il contatto tra Lautaro e Toloi. L’attaccante argentino blocca con il braccio il piede di Toloi non permettendogli così di andare sulla ribattuta di Handanovic. Sembrerebbe un rigore solare ma l’arbitro non fischia nulla, né tanto meno il VAR lo richiama. Errore arbitrale? Riguardando bene l’azione si tratterebbe di un doppio errore arbitrale: il fallo di Lautaro è palese, così come è abbastanza evidente la spinta di Zapata precedente al fallo di Lautaro, spinta che fa cadere l’attaccante nerazzurro. Ricapitolando: Rocchi non vede il fallo, il Var non lo richiama e sbaglia ma, se lo avesse richiamato per concedere il rigore alla Dea, sarebbe stato cancellato dal fallo precedente ai danni di Lautaro.
Per quanto riguarda il secondo contatto, quello sanzionato tra Bastoni e Malinovksyi che ha portato al rigore parato da Handanovic: il contatto c’è ma l’intensità di esso è discutibile, il Var non può intervenire così viene confermata la decisione dell’arbitro; un rigore un po’ generoso ma che ci può stare.

INTER-ATALANTA – HANDANOVIC SALVA L’INTER IN CAMPO E LA PROTEGGE FUORI, CAPITANO

Protagonista assoluto e migliore in campo nel match tra Inter e Atalanta è stato Samir Handanovic. Il trentacinquenne portiere sloveno dell’Inter ha parato il rigore a Muriel evitando la sconfitta della propria squadra. Un rigore bel calciato dal colombiano che ha la sola sfortuna di incontrare uno dei migliori para-rigori in circolazione: tiro ben angolato alla destra di Handanovic che intuisce la direzione del tiro e para in tuffo ad una mano. La fama da para-rigori di Handanovic era da un po’ che non intimoriva abbastanza i calciatori avversari: l’ultimo rigore parato dal portiere sloveno risale a tre anni fa. Il portiere nerazzurro para il ventiquattresimo rigore della sua carriera in Serie A, raggiungendo il primato di un altro portiere ex-Inter, Pagliuca: Samir ha parato 24 dei 79 rigori affrontati in Serie A, il 30% di essi.
Al termine del match il portiere e capitano dei nerazzurri ci tiene a proteggere la propria squadra da qualsiasi tipo di attacco, fuori dal campo così come in campo. Ai microfoni di Dazn gli chiedono quale fosse l’atmosfera nello spogliatoio, se lui avesse detto qualcosa ai compagni e che facce avessero, la sua risposta è glaciale: “No, quello che succede nello spogliatoio rimane nello spogliatoio“. Nemmeno la domanda successiva legata alle sue emozioni dopo il rigore parato lo scompone minimamente: il gruppo prima di tutto, nessuno spazio per le gesta personali e il richiamo alla difficoltà del match. È indubbiamente la sua serata, nessuno riesce a scalfirlo (eccetto Gosens) e si dimostra, ancora una volta, un grande portiere ed un grande capitano.

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