Mihajlovic: "Sto vincendo la battaglia. Ibra si sarebbe divertito con noi"

Sinisa Mihajlovic ha rilasciato un'intervista alla trasmissione "Verissimo" condotta da Silvia Toffanin su canale 5 in onda oggi e ha parlato della sua battaglia contro la leucemia e tanti vari temi. Ecco alcuni passaggi:
La malattia: "Sta andando tutto bene non sto più prendendo il cortisone, il che è una buona notizia: sono passati 78 giorni dal trapianto di midollo osseo e i primi 100 giorni sono i più critici: devo tenere botta per altri 20. Dopo sarà tutto in discesa, sono contento perchè non ci sono state complicazioni particolari. Adesso ho ripreso anche ad allenarmi perchè devo tornare in forze , in quanto con 4 mesi senza fare niente e prendendo 17 pastiglie al giorno mi sono un po' gonfiato. Ho fatto tredici chemioterapie in cinque giorni , ma al terzo avevano già annientato tutto. Il primo ciclo è stato terribile, mi venivano gli attacchi di panico non mi era mai successo in quanto ero in una stanza con l'aria filtrata, stavo impazzendo non potevo uscire. Stavo per prendere una sedia e spaccare la finestra ma fortunatamente mia moglie e gli infermieri mi hanno calmato dandomi dei sedativi ed è andata meglio. Stavo male ma cercavo di non darlo a vedere alla mia famiglia perchè sarebbero stati peggio vedendomi depresso. Non sempre sono riuscito a farlo è molto difficile".
Il suo messaggio a chi soffre: "Non sono un eroe, sono un uomo normale con pregi e difetti. Io ho affrontato la malattia con la mia indole per come sono io, ma ognuno la affronta come vuole e può. Non bisogna vergognarsi di essere malato o piangere, ma l'importante è combattere e non perdere la voglia di vivere."
La "sua famiglia di origine": "Purtroppo non ho visto mio padre negli ultimi otto mesi di vita è mancato nel 2010 e non c'ero. Quello è un rimpianto che porterò sempre, ma spero che da lassù mi capisca. Quando stai bene noti tutti i difetti dei tuoi genitori, io non sopportavo quando faceva rumore mentre mangiava, ma quando non ci sono più ti mancano anche le cose che ti davano fastidio. Bisogna goderseli al massimo. Aggiungo che ho passato il Natale più bello della mia vita, con tutta la famiglia vicino. C'era anche mia mamma e mi ha sgridato quando ho pianto nella seconda conferenza stampa, ma poi mi ha preparato dei piatti serbi buonissimi e saporiti e non sentivo quel retrogusto amaro come il resto dei cibi. Grazie a lei ho recuperato dei chili".
Sui messaggi ricevuti: "Ho sentito tantissima vicinanza da parte di gente famosa e gente normale, anche con gli striscioni negli stadi. Prima ero uno che divideva venivo insultato, ora, grazie a questa malattia che non auguro a nessuno, ho unito tutti; hanno guardato prima l'uomo che l'allenatore e questo era importante."
Zlatan Ibrahimovic, nonostante non sia approdato al Bologna, ha voluto mandare un "bentornato" a Sinisa: "Avanti amico e fratello! Siamo tutti contenti che sei tornato in panchina. Sapevo che eri il più forte di tutti. Ti aspettiamo in campo ma non crearmi troppe difficoltà quando giocherò contro la tua squadra”.
Mihajlovic ha commentato: "“Ibra è come un fratello, da giocatori ci siamo anche scontrati, poi dopo siamo diventati amici. Mi è dispiaciuto che non sia venuto qui ma capisco la scelta del Milan, anche se da noi si sarebbe divertito di più.Sono contento sia tornato in Italia, speriamo solo che contro di noi non possa giocare a causa di qualche ammonizione, così avremo un problema in meno!”.