Atalanta, gioia e riflessione: serve il salto di qualità contro le piccole

"L'Atalanta o vince o impara". Questo concetto rimarcato più volte da Gian Piero Gasperini, è lo specchio dell'identità di questa squadra: ambiziosa, bella, vincente e nella maggior parte dei casi superiore di netto al suo avversario. L'ultimo punto però fa capire che quando ci si incappa in stop inaspettati o nel momento in cui si pareggia una partita che bisogna portare a casa, la motivazione è principalmente legata a demeriti propri. Le sconfitta casalinga contro la Spal e il punto guadagnato due giorni fa in Atalanta-Genoa, fa capire che c'è molto da lavorare per arrivare a quel salto di qualità tanto cercato dai bergamaschi. Certo, non stiamo parlando di una tragedia, anche perché la Dea è quarta in classifica con gli stessi punti della Roma, ma è una questione nella quale è stata rimarcata più volte nel corso della stagione: aspetto che può risultare decisivo. Quindi non perdiamoci in chiacchiere e analizziamo la situazione.
RISPETTO ALL'ANNO SCORSO, ATALANTA LEGGERMENTE IN CRESCITA SULLA COSTANZA - Facciamo un passo indietro e ritorniamo all'anno scorso. Vi ricordate il girone d'andata? Ci ritrovavamo di fronte ad un'Atalanta che era costantemente tra le prime sette (condizionata anche da una Serie A dove tutte le squadre erano tutte incollate), ma che allo stesso tempo perdeva punti con le piccole: vinceva 4-1 contro l'Inter, ma crollava ad Empoli la giornata dopo; dominava Juventus e Lazio, poi cadeva contro Genoa e Torino. In poche parole ci si trovava a fare sempre tre passi in avanti e poi quattro indietro: contando che la "Champions League" era abbastanza citata, e di conseguenza il problema venne messo a galla (fino a quando nella seconda parte del campionato le cose migliorarono). Ritornando al presente, l'Atalanta è migliorata tantissimo rispetto a quella della passata stagione: tra concretezza e costanza nei risultati, ma nonostante ciò manca ancora qualcosa per competere ai piani alti.
QUANTE GOLEADE, MA CERTE PARTITE VANNO CONCRETIZZATE (AI FINI DELLA CLASSIFICA) - L'Atalanta è rimasta costantemente tra le prime quattro facendo soffrire chiunque cercasse di ostacolarla, ma incappare contro le cosiddette "piccole" (specialmente in casa) è sempre un neo che non si può mettere in secondo piano, aldilà di quella che è la classifica. Spal, Genoa, Sampdoria, Bologna: alcuni esempi di partite nella quale la prova del nove non è stata superata. Contando che, come riportato nell'introduzione, la Dea avrebbe tutte le carte in regole per competere per le zone alte: squadra coesa, buon gioco, miglior attacco, mentalità vincente. Lo stesso Gian Piero Gasperini aveva rimarcato la cosa quando si avevano degli stop come gli ultimi due casalinghi. Ovviamente nel calcio non si può vincere sempre, come del resto non è che dopo un 7-0 si è fenomeni e successivamente se perdi sei da buttar via (ci mancherebbe altro), ma non si può certamente etichettare la Dea come imbattibile dopo quello che si è visto. Il mercato di gennaio potrà dare una mano, e la crescita di alcuni elementi che in questo momento sono abbastanza altalenanti (Muriel e Malinovskyi su tutti) ne potrebbero scaturire una seguente crescita che renderà l'Atalanta più forte di prima.