Il Bologna e la "zona Mihajlovic"

In questa stagione il Bologna soffre di una sindrome particolare: la "zona Mihajlovic" anche se da intendersi in senso positivo e non negativo. Finalmente dopo parecchio tempo i rossoblù vengono ricordati per dei traguardi positivi non più per trend negativi come accadde nelle stagioni 2016/2017 e 2017/2018 sotto la gestione di Roberto Donadoni: in quei campionati si ricordano certamente l'1-7 interno per mano del Napoli (peggior risulato di sempre), la sconfitta sempre interna contro il Milan per 0-1 in doppia superiorità numerica, 4 sconfitte casalinghe consecutive eguagliando la stagione 1990/91 nella prima. Nella seconda si ricordano le 21 sconfitte totali in un intero campionato mai accaduto in 110 anni di storia del Bologna.
Dopo la disastrosa parentesi Inzaghi e l'arrivo di Mihajlovic, il vento è iniziato a cambiare; inanzitutto si è tenuto un ritmo europeo con 8 vittorie interne consecutive (contando questo campionato e lo scorso non accadeva dal 2002/2003 superando Guidolin) e un decimo posto finale risalendo dal terz'ultima posizione con 4 punti di distanza dalla quart'ultima classificata che era l'Empoli. Ciò che salta all'occhio dei tifosi e degli amanti delle statistiche è la stagione in corso; ricordando che dal 13 luglio si sta vivendo una situazione extracalcistica per via della malattia del tecnico serbo, si è notato come il Bologna non demorda in situazioni di difficoltà su un punteggio in bilico con situazione di svantaggio. E' successo ben 4 volte che i felsinei risolvessero nei tempi di recupero la partita a favore o in pareggio: la vittoria al 93' alla seconda giornata nel derby contro la Spal con rete di Soriano in cui ormai si pensava a un pareggio sicuro in una partita dominata, il pareggio al 95' di Dzemaili nell'altro derby contro il Parma quando la sconfitta sembrava ormai maturata, e lo stesso con le reti di Orsolini al 94' nel derby appenninico contro la Fiorentina e Palacio al 92' contro l'Udinese. Tutto ciò segna un cambiamento di mentalità piuttosto netto, con la forza mentale di non mollare fino in fondo in situazioni di difficoltà rimediabili; fino a poco tempo fa subire un goal avrebbe decretato una sconfitta certa con la squadra rassegnata al suo destino. Un peccato questi infortuni a catena, ma rincuora il fatto che chiunque scenda in campo abbia lo stesso spirito di un giocatore col posto titolare fisso.
In attesa delle due sfide complicate contro Lazio e Juventus, l'obiettivo rimane quello di superare il decimo posto della stagione passata magari arrivando a 50 punti: ma se si riprendesse il trend dello scorso girone di ritorno chissà quali sorprese potrà riservare il destino dei rossoblù.