Sconcerti: "Inter sottomessa e poi accusata da Conte. Eriksen come Benassi"

L'Inter perde la vetta, il pensiero di Sconcerti. I nerazzurri sono usciti sconfitti dal match dell'Olimpico contro la Lazio di Simone Inzaghi e ora si trovano a meno tre dalla Juventus capolista. Nonostante siano andati in vantaggio con una rete nel finale di primo tempo di Young, gli uomini di Antonio Conte si sono fatti rimontare nella ripresa in seguito ad errori grossolani della difesa e del portiere Padelli. Nel suo classico editoriale tra le pagine de Il Corriere della Sera il giornalista Mario Sconcerti ha commentato così la sconfitta dell'Inter: "C’erano da tanto tempo segnali che sono stati ignorati, rilanciati per amore quasi di caciara, di un abbraccio incosciente. L’Inter aveva vinto solo quattro delle ultime nove partite. E la decima ha perso. Perché non è mai stata una squadra esatta. Bella squadra ma spinta dalle grida di Conte che ha chiesto Eriksen come se fosse Benassi e non lo ha fatto ancora giocare. E dalla sottomissione della società a un tecnico che l’ha accusata di qualunque cosa e costretta a prendere qualunque cosa".
Sconcerti contro Conte. Nel mirino del giornalista romano è finito il tecnico leccese che ha ammesso in conferenza stampa i limiti della sua squadra quando affronta le grandi sfide. In particolare, Sconcerti scrive: "Alzando la personalità della squadra Conte l’ha messa fuori equilibrio. Ha un altro gruppo, non c’è niente di aggiunto, c’è tanto di diverso. Lo ha capito anche lui, infatti gioca ancora con i vecchi, ma i vecchi non bastano, lo ha scritto lui sulla pietra. Ma noi ci siamo cascati e abbiamo glorificato come il nuovo orizzonte una squadra che il suo stesso allenatore giudicava insufficiente".