Stramaccioni: “La mia fu una vittoria di interismo. Sarri uno chef senza i propri ingredienti”

Pubblicato il autore: Giuseppe Colicchia Segui

Archiviata (momentaneamente) la questione Champions ed Europa League, Juventus e Inter cominciano a pensare alla prossima sfida decisiva per il campionato. Il derby d’Italia tra Juventus e Inter è infatti alle porte, domenica sera (1 Marzo) sarà il grande giorno. Ad alimentare il clima d’attesa per questo big match ci pensa Andrea Stramaccioni, ex allenatore dell’Inter, che ha recentemente concluso la propria esperienza all’Esteghlal (ne abbiamo parlato QUI).

Intervistato ai microfoni di Sky, il tecnico romano ha parlato della sfida tra Juventus e Inter, ripercorrendo l’impresa compiuta dalla sua Inter che nel 2012 fu la prima squadra a battere la Juventus allo Stadium, battendo per 1 a 3 proprio l’attuale allenatore dei nerazzurri Antonio Conte. “Sicuramente è stata una grande soddisfazione per me, la paragono al derby di Milano. Fu una grande vittoria dell’interismo, chi ha vissuto questi colori come me da dentro e ha respirato l’Inter sa che quel giorno è stata più di una vittoria sul campo, è stata qualcosa che va un po’ oltre“.
Poi aggiunge: “Fu una grandissima prova di forza dell’Inter, io credo che la personalità dei ragazzi e dei calciatori abbia fatto la differenza perché l’Inter era piena di grandissimi campioni e credo che questo sia un po’ il segreto, la personalità dei giocatori nel credere di poter andare a vincere contro questa squadra”.

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Poi si passa alle difficoltà riscontrate dall’Inter negli anni post Triplete: “Era un periodo complicato anche perché stava finendo l’era di un presidente che sarà per sempre nella storia del calcio italiano come Massimo Moratti. È stato un momento difficile per l’Inter ma quello che è riuscito a fare con il Triplete l’Inter finora nessuno è riuscito ad eguagliarlo; quella vittoria in un periodo comunque difficile era un segnale molto forte e adesso l’Inter ha una grande occasione“.
Tornando alla sfida di domenica sera, in merito ad un gap ridotto tra le due squadre, Stramaccioni si esprime così: “Parlando di Inter sicuramente i meriti vanno divisi, perché non ci dobbiamo scordare il lavoro fatto negli anni precedenti anche da Spalletti che ha lasciato un’Inter abituata alla Champions League, non abituata magari a lottare per il titolo; Conte e Marotta, insieme ad Ausilio, hanno portato quella qualità di personaggi abituati a lottare per vincere e che avevano vinto. Gli investimenti hanno fatto il resto e il lavoro del mister Conte ovviamente, che per me è uno dei più grandi allenatori italiani di sempre. Io credo che in questi ultimi anni l’Inter non sia mai stata così vicina alla Juventus come adesso e mai la Juventus sia stata così in difficoltà“.

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Come mai queste difficoltà della Juve? “Io ho grandissima stima del mister Sarri ma per me è un grandissimo chef che ha bisogno dei suoi ingredienti per cucinare delle delizie e probabilmente qualche ingrediente non è esattamente come lo vuole lui. Nelle sue esperienze si è visto, quello che ha fatto vedere all’Empoli lo ha replicato al Napoli, lo ha parzialmente replicato al Chelsea e sta facendo un pochino più di fatica a replicarlo come espressione di gioco, perché ancora i risultati parlano a suo favore. Credo che non sia ancora tempo di processi ma, se la sconfitta di Lione portasse un risultato non positivo in casa, potrebbe avere un contraccolpo ambientale”.
Confrontando Sarri con i due precedenti allenatori della Juventus, Conte e Allegri, Andrea Sramaccioni si pronuncia così: “Il primo Conte impose il suo 4-4-2 o 4-2-4 nella Juventus e trovò grandi difficoltà, fino a trovare le alchimie fantastiche di un 3-5-2 poi vincente. Quindi lui cambiò per rendere la Juventus una macchina da guerra. Allegri lo sappiamo, alle volte è stato anche criticato per aver cambiato in corsa per trovare l’alchimia giusta, ma ha sempre portato dei grandissimi risultati. Io penso che il mister Sarri stia lavorando per questo, sicuramente, come ha ammesso lui stesso, non c’è ancora quella assimilazione di quello che lui vuole”.

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Stramaccioni parla anche di Lazio e Roma: “Alla Lazio non si può che fare i complimenti, ovviamente io sono dell’altra sponda ma onestamente il lavoro di Simone Inzaghi e il gruppo sono la grande forza della squadra”. Passando alla sponda Roma: “Io ho grande stima di Fonseca, secondo me ha un’idea innovativa. La Roma ha subito un terremoto con l’uscita prima di Francesco Totti e poi di Daniele De Rossi, al livello di personalità, romanità e forza nello spogliatoio. Questa cosa l’ho vissuta anche all’Inter, certi giocatori non si sostituiscono facilmente e non parlo solamente del valore tecnico“.

Stramaccioni conclude l’intervista parlando del suo futuro: “Si sono aperte possibilità da squadre importanti dell’emisfero asiatico dopo questa esperienza, ovviamente il primo obiettivo per me è tornare in un campionato competitivo come la Serie A, sono giovane e, nel momento in cui non si concretizzassero offerte giuste per me, non esiterei a valutare delle piazze importanti”.

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