Atalanta, vinci per la tua città: l’orgoglio bergamasco in un momento difficile

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Ci sono punti nella vita di ognuno di noi dove nei momenti difficili c’è il bisogno di tirare su le maniche e dimostrare la propria forza. Anche per una città che ha fatto del concetto di “sudore” e “sacrificio” un suo marchio di fabbrica, tanto da guadagnarsi il rispetto dell’intera nazione. Essere bergamaschi vuol dire questo: mai mollare anche quando ci si ritrova in un contesto dove tutto sembra crollare e non c’è possibilità di risollevarsi. La compattezza di tutta questa gente che, quando si è imbattuta nel famoso “Coronavirus”, ha guardato in faccia il pericolo non arrendendosi davanti a restrizioni e paura. Poi c’è l’Atalanta, l’orgoglio che dalle valli alla città ti fa strappare sempre un sorriso sul volto. Oggi la Dea si giocherà il passaggio del turno contro il Valencia per quanto concerne gli ottavi di finale della UEFA Champions League (all’andata finì 4-1 per gli uomini guidati da Gian Piero Gasperini). Un simbolo che unirà tutta Bergamo per regalare felicità ad una terra che in questo momento ha bisogno di ripartire più forte di prima: a cominciare dalla sua reincarnazione calcistica, nonché il primo “vaccino” che regala felicità e positività per affrontare questo clima dove il sorriso sembra svanire.

ZONA ROSSA E CORONAVIRUS, MA BERGAMO “MOLA MIA”: LA FORZA DI QUESTA GENTE – Il Coronavirus ha sicuramente destabilizzato l’Italia e in particolar modo la Lombardia, valutata come zona rossa nelle ultime 48 ore. Un contesto sicuramente delicato che ha comportato un vero e proprio caos: gente in quarantena, ospedali stracolmi di gente contagiata, lavori bloccati e una insicurezza nella quale la paura è all’ordine del giorno. La situazione non è certo una delle migliori, ma la città di Bergamo è uno zoccolo duro in circostanze come queste: dagli infermieri (supereroi veri e propri: semplicemente il nostro orgoglio nazionale) che stanno dando l’anima per salvare i loro pazienti, ai lavoratori che aldilà dei pericoli continuano a lavorare per mandare avanti il “motore economico” del paese. Tutto ciò sottolinea la forza dei bergamaschi nel sapersi rialzare nei momenti difficili: dove l’unione e il sacrificio non mancano mai per aiutarsi l’uno con l’altro . “Mola mia” (“Mai mollare“), una frase che rappresenterebbe al meglio i valori che questa città ha da offrire alla sua gente, perché ci sarà tanto da lottare per combattere questo virus, ma il popolo orobico ne uscirà più forte di prima.

L’ATALANTA BERGAMASCA CALCIO: PER LA GENTE E’ COME UN VACCINO (NONCHE’ SIMBOLO CHE UNISCE) – Atalanta Bergamasca Calcio: una semplice squadra di calcio che per Bergamo è un simbolo che unisce un popolo. Se ci pensiamo la Dea è una rappresentazione calcistica dei valori bergamaschi: sudore, lacrime, ambizione e duro lavoro. Per tutta questa gente, in un momento così delicato come questo, l’avvenimento di stasera è considerato come un “vaccino” per ridare quel sorriso che nelle ultime settimane è venuto a mancare. Bergamo, i bergamaschi, hanno bisogno ora più che mai dell’Atalanta: una necessità che serve per ridare felicità e orgoglio di tutte quelle persone che amano follemente la loro terra. I nerazzurri (dal presidente Antonio Percassi fino all’ultimo dei magazzinieri) hanno la piena consapevolezza di ciò, e allo stadio Mestalla di Valencia daranno il massimo per scrivere una storia da raccontare. Un racconto toccante nella quale verrà spiegato come una Dea, rappresentatrice del suo popolo, avesse incarnato la risalita della stessa gente. Ecco perché la sfida di domani sarà molto di più di una semplice partita di pallone, perché l’obbiettivo dell’Atalanta non è solo quello di andare ai quarti, ma è di vincere: per la sua città, per la sua gente e per la loro terra.

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