Emergenza Coronavirus, Cellino: “Il governo ci aiuti, non è peggio se fallisce il calcio italiano?”

Pubblicato il autore: Alessandro Pallotta Segui

Tutta Italia e ormai il mondo intero sta affrontando un periodo molto complicato a causa della lotta contro la diffusione del Coronavirus, emergenza che, per ovvie ragioni, si è estesa al mondo dello sport ed ha causato la sospensione di praticamente tutte le competizioni sportive a data da destinarsi e il rinvio, ormai molto probabile, dell’Europeo itinerante  che era in programma in Estate.

Il Presidente del Brescia, Massimo Cellino, in merito alla questione legata all’emergenza Coronavirus, in un’intervista concessa a “Repubblica”, ha analizzato la situazione e i possibili risvolti futuri: “Nella più rosea delle previsioni, il campionato potrebbe ripartire a porte chiuse la prima settimana di maggio. E riusciremmo a limitare i danni. Potremmo dare ai calciatori 25 giorni di vacanza e farli tornare il 15 aprile. A quel punto le vacanze le avrebbero già fatte e si potrebbe finire il campionato tra maggio e giugno. Ma se la cosa va peggio di come pensiamo, c’è il rischio che perdiamo cinque mesi di campionato”.

Inoltre, il Presidente delle “Rondinelle” ha fatto un appello al governo italiano: “Il governo ci sconti i contributi sugli stipendi dei giocatori. Per lo Stato sarebbe una perdita di 150 milioni. Ma non è peggio se fallisce il calcio italiano, che oggi è la terza azienda del Paese?”

Nelle scorse settimane si è parlato dell’ipotesi proposta dal presidente della Federcalcio Gravina su eventuali Playoff e Playout per far terminare la stagione di Serie A. In merito a questa ipotesi, Cellino ha dichiarato:”Credo sia un’idea del presidente della Federcalcio Gravina, probabilmente legata alla necessità di salvare gli Europei. Ma ormai è un’ipotesi superata. Gli Europei saltano di sicuro. Come fai a farli se i giocatori non giocano nei club”.

Inoltre il presidente del Brescia ha anche alcune idee per limitare al massimo le perdite inevitabili delle società calcistiche in questo periodo complicato determinato dalla sospensione dei campionati causa Coronavirus: “Si faranno degli sconti ai broadcaster televisivi che devono ancora versare una quota dei diritti. E si chiederà allo stato un intervento sull’Irpef per poter dare gli stipendi netti ai giocatori. Poi servirebbe una legge per allungare tutti i contratti di un anno, così da tutelare il sistema. Se non facciamo così il danno sarà quasi più grave del virus. Deve occuparsene il governo del calcio. Il premier Conte si trova a gestire un periodo difficile, non possiamo aspettare lui”.

L’appello di Cellino sui danni derivanti dallo stop del mondo del calcio dovuto a questa imprevedibile emergenza, si aggiunge a quello del CEO del Bayern MonacoKarl-Heinz Rummenigge che, poche ore prima dall’annuncio della Bundesliga della sospensione del campionato, aveva dichiarato:”Tutti dovrebbero capire cosa significherebbe terminare la stagione anzitempo per i club, si tratta di questioni legate alla finanza delle varie società. La maggior parte delle entrate proviene dai diritti tv e ci sono ancora dei pagamenti che devono essere effettuati. Si teme che molti club piccoli e medi possano trovare problemi di liquidità. Speriamo che questa emergenza finisca rapidamente. Consiglio alla FIFA di rivedere il proprio calendario, altrimenti i nostri giocatori sarebbero costretti a viaggiare in giro per il mondo in un momento così delicato”.

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