Gabbiadini, lettera a cuore aperto per Bergamo: “Tu, Bergamo, continua a combattere. Mola mia, Bérghem”

Pubblicato il autore: gaetanomasiello91 Segui

Gabbiadini, bergamasco doc e cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta ha scritto una lettera per la città di Bergamo dedicata alla città e ai suoi abitanti che stanno vivendo un momento drammatico a causa del Coronavirus. Ricordiamo che Gabbiadini è stato coinvolto direttamente dal Coronavirus essendo uno dei primi calciatori contagiati nella Sampdoria, attuale club dell’attaccante.

Gabbiadini, ecco la lettera integrale per Bergamo dai profili social dell’attaccante

Cara Bergamo,

A dedicarti queste righe, mentre stai vivendo un momento terribile, è un bergamasco, per giunta di poche parole. Noi preferiamo i fatti, o piccoli gesti che valgono più di mille parole. In queste settimane così strazianti, però, non riesco a non dedicarti il mio pensiero mentre guardo le scene più angoscianti che si possano immaginare. Colpi al cuore, che fanno male. Tu, Bergamo, sei troppo forte per essere sconfitta. Per piegarti, pensa, ci è voluto un nemico della peggior specie, mai visto prima, infido, subdolo, invisibile. Per piegarti, ma non per sconfiggerti. Io, Bergamo, da bergamasco che non dimentica le sue origini, ti mando il mio abbraccio e il mio incoraggiamento, esortandoti a rialzarti. Più forte di prima. Perché non ho dubbi che sarà così. Perché il tuo è un popolo di lavoratori, che lotta e suda in silenzio, che combatte le difficoltà con orgoglio, fierezza e dignità, senza lamentarsi.

Con la profonda convinzione che tutto questo li ripagherà.

Tu, Bergamo, continua a combattere.

Mola mia, Bérghem

 


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Cara Bergamo, A dedicarti queste righe, mentre stai vivendo un momento terribile, è un bergamasco, per giunta di poche parole. Noi preferiamo i fatti, o piccoli gesti che valgono più di mille parole. In queste settimane così strazianti, però, non riesco a non dedicarti il mio pensiero mentre guardo le scene più angoscianti che si possano immaginare. Colpi al cuore, che fanno male. Tu, Bergamo, sei troppo forte per essere sconfitta. Per piegarti, pensa, ci è voluto un nemico della peggior specie, mai visto prima, infido, subdolo, invisibile. Per piegarti, ma non per sconfiggerti. Io, Bergamo, da bergamasco che non dimentica le sue origini, ti mando il mio abbraccio e il mio incoraggiamento, esortandoti a rialzarti. Più forte di prima. Perché non ho dubbi che sarà così. Perché il tuo è un popolo di lavoratori, che lotta e suda in silenzio, che combatte le difficoltà con orgoglio, fierezza e dignità, senza lamentarsi. Con la profonda convinzione che tutto questo li ripagherà. Tu, Bergamo, continua a combattere. Mola mia, Bérghem

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