Il sogno di Barella svelato dalla moglie su Instagram

Pubblicato il autore: Giuseppe Colicchia Segui

Nelle settimane di quarantena tutti si riversano sui social, vip compresi. Calciatori ritirati e altri ancora in attività, cantanti e molti altri. Instagram è il social più utilizzato: c’è chi preferisce interagire con i propri followers tramite una diretta e chi, come la moglie di Barella, preferisce invece rispondere alle domande tramite stories.
Lei è Federica Schievenin, ha 30 anni ed è la moglie di Nicolò Barella, centrocampista dell’Inter. Entrambi sardi, precisamente di Cagliari, è proprio lì che si sono conosciuti. “Frequentavamo gli stessi posti e avevamo amicizie in comune. Lui un giorno mi scrisse… (ora mi uccide)”, scrive lei rispondendo ad una domanda. Il loro matrimonio è stato celebrato il 2 Luglio 2018, si conoscono da 5 anni ed hanno due splendide bambine che si chiamano Rebecca (la sorella maggiore, di 3 anni) e Lavinia (l’ultima arrivata, di 11 mesi).
Su Instagram Federica conta 37 mila seguaci, contro i 461 mila del marito, eppure è lui il meno avvezzo all’utilizzo dei social, come spiega lei stessa: “non ama i social, Nicolò è anti-social“. Riguardo l’emergenza coronavirus lei si è sempre dimostrata molto sensibile e preoccupata, a chi chiede come procede la quarantena spiega: “Stiamo bene, abbiamo due bimbe che ci riempiono la giornata! Io ogni tanto studio, lui legge e guardiamo poca tv. E ci alleniamo! Arriviamo a fine giornata distrutti. La quarantena procede bene, ci godiamo Nicolò che quest’anno è stato poco a casa“. Poi aggiunge: “Siamo preoccupati. Appena sarà passato tutto questo ci godremo le giornate con meno preoccupazione, ci basta quello, niente di più!”. A chi, scherzando, chiede se hanno in programma di fare un terzo figlio in questo periodo di quarantena: “No, teniamo un metro di distanza”.
Un dettaglio che caratterizza la loro relazione di coppia è la differenza d’età tra i due: Barella ha 23 anni, lei 30. A chi le chiede se fosse mai stata giudicata per essere sposata con un uomo più giovane, lei risponde: “Sempre, ma non me ne fregava nulla del giudizio delle persone. Hanno sempre da dire, grande o piccolo che sia. Bisogna vivere fregandosene“. Riguardo ad un possibile altro figlio, risponde: “Si, ne vorrei avere altri 2”. Se fosse maschio? “È il sogno di Nicolò!”. Poi, a chi chiede come mai il matrimonio e i figli avuti già da così giovani: “Era il sogno di tutti e due! Non mi ha mai fatto una proposta, ne abbiamo parlato dopo la nascita di Rebecca e abbiamo pensato fosse il caso di sposarci”.
Riguardo lei, rivela che il suo sogno era quello di studiare medicina, adesso studia per diventare una personal trainer. La passione per la motocross, tramandata dal padre e dal fratello ed una carriera da modella alle spalle.
Le curiosità dei followers riguardano principalmente il Barella padre e marito, ovvero come è a casa, non in campo. “Mi aiuta con le faccende domestiche, è più bravo di me! È un papà speciale, le bambine lo adorano. Molto attento, premuroso, dolce e paziente. Per lui le sue bambine vengono prima di tutto, dedica tanto tempo a loro.” È geloso? “Si, moltissimo. Caratterialmente non è permaloso, è una testa calda (ride). Il Nicolò versione casalingo è molto più calmo, mi aiuta un sacco con le bambine, – dice Federica – con la casa e poco con i cani”.
L’idolo di Barella? Lebron James, nome dato anche al loro cane, un amstaff.
Capitolo Inter e Milano come città. A chi le chiede se è contenta che suo marito sia all’Inter, risponde: “Io sono contenta quando vedo mio marito sereno, ovunque sia. L’importante è la sua tranquillità, che di conseguenza è anche la nostra! Milano è una città completamente diversa dalla nostra, però ci troviamo molto bene anche qui. Si vive in modo completamente diverso. Qui siamo soli, non abbiamo parenti”. Alla domanda “Hai un rapporto di amicizia con qualche moglie di calciatori dell’Inter?” risponde “Sì!”. Infine, l’ultima curiosità legata all’esultanza che fa Barella dopo ogni gol: “È la dedica a noi come famiglia, ai sacrifici che abbiamo fatto e che facciamo”.

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