Juventus, Paratici e quei retroscena di mercato

Pubblicato il autore: Alessio Prastano Segui

Juventus tifosi

La Juventus, come tutte le altre squadre del campionato di Serie A, è ferma a causa dell’emergenza coronavirus.
Sono tre i calciatori contagiati dal Covid-19: Rugani, Matuidi e Dybala. Un numero che rende la squadra bianconera tra le più colpite del nostro calcio.

In attesa di riprendere allenamenti e partite, il direttore sportivo della Juventus Fabio Paratici si è raccontato, dalla sua abitazione, alla tv bianconera. Essendo nato a Borgonovo Val Tidone, in provincia di Piacenza, Paratici sta vivendo in prima linea quella che è l’emergenza coronavirus: “Invito tutti a restare a casa, vengo da una Terra particolarmente colpita, una provincia come quella di Piacenza che viaggia a una media di trenta decessi al giorno. Questo ci deve far pensare, tutte le cose che sono state dette in questi giorni sono state importanti per sensibilizzarci ma non bastano. Dobbiamo impegnarci sempre di più e fare attenzione“.

Nell’intervista fatta insieme a Gregorio Paltrinieri, campione olimpico in carica dei 1500 mt stile libero, Paratici, che è stato anche un calciatore: “Non tutti gli allenatori mi facevano giocare”, racconta un paio di aneddoti della sua vita da direttore sportivo, cominciata alla Sampdoria con il ruolo di capo degli osservatori: “mi muovevo in giro per il mondo. Una volta seguivo un ragazzo sudamericano e andai a Quito, non proprio il posto più tranquillo, e la sua famiglia mi diede appuntamento alla stazione dei bus. Per fare bella figura mi vestii bene, con giacca e cravatta, e quando il tassista mi portò in quel luogo mi disse ‘Sei sicuro di voler scendere?’. Capii di aver preso un grossissimo rischio. attraversai la stazione a testa bassa sperando che nessuno mi fermasse“.

Sempre durante la sua carriera in blucerchiato, Paratici racconta di un viaggio in Polonia per seguire due partite. La neve lo bloccò per dieci giorni: “Ero solo in quest’hotel a Cracovia e non c’era la tecnologia di oggi. Non sapevo parlare il polacco e andavo all’internet point, rimanendoci venti ore. Alla Samp arrivò un conto incredibile e mi decurtarono lo stipendio“.

Da ricordare anche l’inseguimento a Vidal, prima dell’arrivo alla Juventus: “Mondiale Under-17: una delle semifinali fu Argentina-Cile. Le due squadre finirono la partita in otto e arrestarono tutti nel sottopassaggio“.

Insieme a Marotta, Paratici rinnovato più volte il parco giocatori della Juventus. Ora è lui, l’uomo al timone di comando della squadra mercato bianconera.

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