Lecce, Jacopo Petriccione:«Mi manca il campo, alla fine di tutto porterò mia figlia al mare».

Pubblicato il autore: Mattia Ala Segui

Continuano le video-interviste dei calciatori del Lecce, pubblicate sul canale tematico della società, in cui i tesserati raccontano come stanno trascorrendo questo periodo di quarantena. Oggi è il turno di Jacopo Petriccione. Ecco cosa ha detto il giocatore giallorosso:«In casa stiamo vivendo questa situazione con la preoccupazione generale e per la nostra piccola. Ma siamo fiduciosi che tutto questo passerà presto. Mi alleno in salone e sul terrazzo e faccio il possibile per restare in forma. Evito di correre, infatti sto cercando un tapis roulant. Poi c’è un regime alimentare rigido dettato dalla società: dobbiamo evitare di sgarrare coi pasticciotti. Il resto del tempo, tutto sommato, è rimasto inalterato. Il mattino ci alziamo presto e subito ci dedichiamo a pannolini e bagnetti. In seguito guardo serie tv e ascolto tanta musica, cantando anche spesso. Mi manca la quotidianità, passeggiare, il pallone, il campo e i miei compagni. Per noi il calcio non è solo un lavoro, ma una vera e propria passione. Con loro siamo una famiglia, e ci sentiamo spesso con i social. Sento la mancanza anche della domenica, del calore del Via Del Mare pieno, e quando torneremo alla normalità sarà tutto più bello. Io, poi, amo il mare e quando sarà possibile ci tornerò subito portando mia figlia». Il centrocampista friulano conclude col suo parere in merito alla stagione, sua, e del Lecce:«Personalmente, ritengo positiva la mia stagione. Ho cercato di calarmi al più presto nella parte e ritengo di essere cresciuto tanto, soprattutto nell’ultimo periodo. Certo le cose da migliorare sono tante perchè se si vuole restare in A bisogna lavorare costantemente. Ma la costanza è il mio punto di forza. Mi reputo un giocatore di buona tecnica, anche se l’aspetto su cui ho lavorato maggiormente è l’intelligenza, con la quale colmo le carenze fisiche. Credo che il gruppo, la continuità del lavoro svolto con Liverani e la nostra gente possano aiutarci per la conquista della salvezza».

 

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