Lecce, Riccardo Saponara:«Lecce, esperienza stupenda che mi ha conquistato subito»..

Pubblicato il autore: Mattia Ala Segui

Il calciatore del Lecce, intervistato da Cesare Pomarici, amico d’infanzia e scout, ha parlato, in diretta Instagram, a Radiolvidados in merito alla sua esperienza in Salento e su questo periodo difficile per l’Italia. Ecco cosa ha dichiarato:« Se si è fermato il calcio la situazione è veramente grave. Il mondo del pallone sembra un pianeta a parte, ma non siamo macchine, non potevamo svolgere regolarmente il nostro lavoro. E poi anche le partite senza tifo non sono belle da vedere. Credo che, una volta terminato tutto questo, si farà di tutto per concludere il campionato altrimenti la perdita economica sarebbe piuttosto elevata. Però il rischio era piuttosto alto considerando tutta la massa organizzativa che gira attorno al calcio. Nella vita siamo sempre chiamati a superare delle prove. La carriera di un calciatore ha momenti di picco e altri di difficoltà. La mia non è stata da meno. Certamente anche questo momento ci sarà utile per crescere». Il trequartista di Forlì prosegue parlando della sua esperienza giallorossa:«La mia esperienza a Lecce è partita col botto, il mio esordio è coinciso con la prima vittoria al Via Del Mare. Sono stato accolto benissimo, da un gruppo affiatato, da un tecnico e da una società che mi hanno subito fatto sentire importante. E poi mi ha aiutato subito la generosità dei leccesi, mi sono ritrovato in una bella realtà che mi ha conquistato e che mi stimola ogni giorno. E poi il Salento, coi suoi paesaggi, è stupendo». Saponara conclude ripercorrendo la sua carriera:«Ricordo quando giocavamo sotto casa e tiravamo fino a tardi, fino al momento in cui le urla di mamma erano un ordine per tornare a casa. Marcello Carli è stato il mio padre calcistico, ma a darmi più consapevolezza delle mie capacità è stato Sarri. Non nascondo che mi sono affidato pure ad un mental coach, ma con questa figura oltre non si va. La mia icona calcistica è sempre stata Kakà, un sogno averlo in squadra al Milan».

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