Serie A? Iniziamo a dirci addio, è finita

Pubblicato il autore: Paolo Russo Segui

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a diversi siparietti e botta e risposta tra la Lega Serie A ed il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. Mentre perdura lo stop, oltre a cercare di calcolare i danni per la Lega e le società, si cerca di ipotizzare un papabile periodo di ripresa delle partite. Lo scontro istituzionale verte proprio su questo punto.

Lo scontro Lega Serie A – Ministro Spadafora

I rapporti tra Lega Serie A ed il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, non sono mai stati dei migliori da quando la pandemia Coronavirus è arrivata anche in Italia. Soprattutto da quello scorso inizio marzo in cui l’idea di giocare Juventus-Inter traballava parecchio, ma alla fine si decise di giocarla, chiudendo lo stadio ai tifosi di entrambe le parti.

Oggi le polemiche continuano e continua a non scorrere buon sangue tra le due parti, chiamate in causa l’una dall’altra per avere delucidazioni da una parte e comprensione dall’altra, per metterla in termini pacifici e democratici. Già dall’8 marzo 2020, proprio nei giorni in cui in Lega Serie A si discuteva su cosa farne del tanto atteso derby d’Italia, il Ministro Spadafora non aveva usato mezzi termini: “Lega Serie A e Dal Pino irresponsabili”. Ovviamente la partita si giocò a porte chiuse anche per venire incontro alle richieste, ancora non su carta, del Governo.

Il calcio e la Serie A si fermano anche a maggio

Ieri il Ministro Spadafora ha spiazzato tutti quelli che credevano per un ritorno almeno sui campi da gioco per il 3 maggio. Spadafora ha espressamente annunciato che le società hanno sbagliato a giocare quando era evidente il bisogno di fermarsi e che possiamo scordarci di vedere delle partite di campionato per tutta la durata di maggio. Inutile aspettare Pasqua, insomma, per vedere come si metterà la situazione della pandemia, nonostante i dati degli ultimi giorni siano più che consolanti.

Il Presidente della Lega Serie A Paolo Dal Pino, dal canto suo, non si è tirato indietro dal rispondere e dal far valere le sue ragioni, affermando che la Lega Serie A dà lavoro a oltre 300.000 persone e produce l’1% del PIL nazionale, generando un indotto di 8 miliardi, oltre che una contribuzione fiscale e previdenziale di 1 miliardo di Euro. Inoltre, Dal Pino non perde occasione per richiamare il ministro alle sue responsabilità: “Spadafora ignora le norme e fa demagogia. Vuole scaricare le sue responsabilità sugli altri.”

Serie A, stop definitivo?

Mentre il Ministro Spadafora imporrà lo stop agli allenamenti anche per l’intera durata di aprile (molti giocatori si stavano già preparando per tornare in Italia ad allenarsi), è intervenuto nella questione anche il Presidente dell’AIC (Associazione Italiana Calciatori) Damiano Tommasi: “Prepariamoci all’eventualità che i campionati di calcio vengano decretati chiusi”. Proprio colui che cura gli interessi di tutti i calciatori del campionato nostrano, si vede costretto dall’evidenza a mostrare le reali possibilità: il campionato rischia lo stop definitivo.

Quando l’emergenza sarà finita, passeranno comunque mesi prima che tutto torni alla normalità, per come la intendiamo noi: bar, palestre, negozi, ristoranti, scuole, discoteche, stadi. E tutto ciò non avverrà prima di giugno o luglio. E comunque torneremo alla quotidianità che tanto desideriamo muniti di mascherine, guanti e distanze di sicurezza. Tutt’al più si potrà usare l’estate per il pre-campionato, la preparazione atletica e per giocare delle amichevoli.

Insomma, c’è poco da essere ottimisti. In questi casi si fa sempre bene a pensare al peggio, ci si prepara psicologicamente. E il peggio ci dice che questo campionato è finito.

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