Serie A, lo stop definitivo comporterebbe un miliardo di danni

Pubblicato il autore: gaetanomasiello91 Segui

Serie A sospesa definitivamente, cosa succederebbe? Nel caso in cui la pandemia del ‘coronavirus’ non dovrebbe risolversi in breve periodo non permettendo tra l’altro la conclusione regolare del campionato di Serie A si potrebbe andare in contro ad una serie di danni economici per il nostro calcio. Deloitte ha stimato danni potenziali ed economici per la Serie A che si andrebbero ad intrecciare tra uno stop definitivo del campionato alle possibilità di concludersi.

Serie A, ecco le cifre che si andrebbero a perdere in caso di sospensione

Secondo la Gazzetta dello Sport in caso di sospensione definitiva della nostra Serie A si andrebbe incontro ad una perdita di circa 720 milioni, che potrebbero essere 170 in cui si riuscisse a portare a termine questa stagione complicata. Ma a tutto ciò si andrebbero ad aggiungere ulteriori danni che andrebbero a superare il miliardo di euro. Questo aspetto economico non è da sottovalutare in quanto le società si affideranno allo Stato per assorbire a queste cifre e probabilmente verranno chieste misure “straordinarie” per permettere al calcio di auto-sostenersi.

Serie A, le proposte contro l’emergenza Coronavirus

Tra le proposte al vaglio c’è la possibilità di eliminare il bando pubblicitario riservato alle società di scommesse, e si andrebbe incontro anche a rivisitare la Legge Melandri riguardo ai diritti televisivi, che attualmente riguarda la vendita dei diritti televisivi per il triennio 2021-2024 e si potrebbe rivedere la forbice temporale. Un ulteriore aspetto riguarda la Legge sugli stadi, semplificando la burocrazia si andrebbe incontro a progetti che porterebbero la costruzione di nuovi impianti di nuova generazione come si auspica la Fiorentina di Commisso che vede quasi impossibile una ristrutturazione del Franchi anche se la costruzione di un nuovo stadio richiede del tempo. Altre società come Bologna, Napoli, Roma e Cagliari sono dalla parte del patron dei viola. Infine si andrebbe a rivisitare la Legge sul professionismo, risalente al 1981 e in tal senso in caso di emergenze come quella che stiamo vivendo attualmente i calciatori si dovrebbero tagliare lo stipendio come accade già in altri Stati.

 

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