Serie A, tuona il presidente Cellino: “Ma quale ripresa: prima la salute”

Pubblicato il autore: Walther Bertarini Segui

La Serie A è ferma per via del Coronavirus che sta mettendo sotto attacco il Paese e l’Europa intera; tuttavia non stanno mancando disappunti tra i presidenti sulla ripresa degli allenamenti, sulla ripresa del campionato: è già ufficiale che il Napoli riprenderà ad allenarsi mercoledì 25, la Lazio era pronta a tornare sul campo domani ma la società biancoceleste ha rinviato a data da destinarsi. Furibondo il presidente del Brescia Massimo Cellino, addolorato anche per quello che sta succedendo in città. Ecco alcuni passaggi al Corriere dello Sport:

Ma quale ripresa, ma quale stagione da concludere, io penso all’anno prossimo. La coppa, lo scudetto…Lotito lo vuole e se lo prenda pure. E’ convinto di avere una squadra imbattibile, lasciamogli questa idea. Da Brescia ricevo continuamente queste notizie, e sono tutte pazzesche, ma la città sta affrontando questa tragedia con dignità”.

Mi volete parlare di campionato, scudetto etc? Non me ne frega un c… Ho paura di uscire di casa, mi sta venendo la depressione. Non bisogna pensare a quando si ricomincia, ma se si sopravvive. E se parliamo di calcio tutto dovrà passare alla seconda stagione. Signori questa è la realtà: c’è la peste. E poi avete letto il comunicato dei tifosi in Lomabrdia? Non vogliono che si riparta, lo dicono loro non la federazione. Prima la vita: ci sono ultrà che portano l’ossigeno agli ospedali, altri che piangono la morte dei loro cari, altri ancora intubati. Quest’anno non si può andare avanti. Ne parleremo l’ano prossimo”.

Infine ha lanciato una proposta per non chiudere il campionato senza comportare troppi danni economici:Si è giocato un terzo del campionato: la stagione è andata, chi vuole questo scudetto che se lo prenda. Chiuso. Finito. Non parlo così perchè il Brescia è ultimo in classifica, una posizione che meritiamo e lo merito io per primo. Penso a tutte quelle persone che stanno perdendo il lavoro, a quelli che muoiono..il calcio è un’azienda che occupa sì tante persone, ma è in grado di superare questa crisi. La soluzione è semplice: si è giocato un terzo del campionato?, Allora si tagli un terzo dello stipendio ai calciatori, un terzo di diritti televisivi, un terzo delle tasse; ci sarebbe una via d’uscita. La federazione, le istituzioni, la Lega, deve proiettarsi a settembre/ottobre o quando sarà”.

Parole di dolore e rabbia del presidente e auspichiamo di uscire al più presto da questa difficile situazione e la cosa più importante ora è la salute del Paese.

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