Bologna, Di Vaio: “Favorevoli alla ripresa solo se garantita la sicurezza”

Pubblicato il autore: Walther Bertarini Segui


Marco Di Vaio, ex attaccante e ora dirigente del Bologna si è raccontato in questo momento con il calcio fermo per l’emergenza Coronavirus. Ha toccato diversi temi; la sua vita in quarantena, tutte le sue esperienze e il Bologna. Ecco alcuni passaggi:

La sua vita in quarantena:Devo dire che tra partite,allenamenti, ufficio e viaggi, mai avevo passato così tanto tempo con mia moglie e le mie figlie. Come tutti, io e la mia famiglia abbiamo impostato una quotidianità diversa, alcune mattine mi ritrovo a fare i lavori di casa passando l’aspirapolvere mai fatto in vita mia; al pomeriggio però mi rimetto a studiare, guardo partite di campionati diversi che non ero riuscito a vedere essendo impegnando con la squadra e visiono alcuni giocatori”.

L’esperienza al Montreal Impact dopo il Bologna:Mi è piaciuta molto, perchè ha aperto la mente non solo a me ma anche alla mia famiglia; è una cultura totalmente diversa da quella europea, C’è molto movimento, movida nel periodo da maggio a settembre, dato che gli altri mesi fa molto freddo; il calcio americano non è evoluto come quello europeo, ma col presidente Saputo monitoriamo questa realtà”.

Un giocatore particolare che ha incontrato: “Ne ho viste di tutti i colori, ma quello che mi viene in mente ma non come compagno ma quando ero già dirigente era Gennaro Troianiello: un giocatore “folle” ma vincente, sapeva farsi voler bene e rispettare dai compagni. Il giocatore più forte che abbia affrontato è il mio amico Alessandro Nesta, un giocatore straordinario; non mi dimentico di Cannavaro e Thuram ai tempi di Parma, quante botte prendevo in allenamento! Grazie a quelle sono cresciuto”

Un goal da ricordare; “Ne ho segnati diversi, ma quello che mi viene alla mente è il goal segnato al Milan a San Siro quando vestivo la maglia della Juventus“.

Gli anni alla Salernitana: “Un’esperienza meravigliosa, una città piccola ma con un pubblico caldo; peccato che finimmo per retrocedere, dopo una rimonta a dir poco strepitosa. Quell’anno giocai con Di Michele e Gattuso che poi furono grandi giocatori; segnai un gran goal contro il Pescara un pallonetto su un lancio preciso di Vittorio Tosto”.

Il Bologna e l’Europa: “Siamo a metà classifica non distanti dalla zona europea; dovessimo riprendere cercheremo di arrivarci il più vicino possibile”

Ripresa in sicurezza: “Noi siamo favorevoli a riprendere anche a giugno, qualora ci fossero le condizioni di sicurezza; chiaro sarà difficile vedere il pubblico, ma solo rivedere la squadra del cuore in TV sarebbe già una bella cosa, sarebbe una distrazione per la gente dopo questo periodo”.

I giovani: “Nell’ultimo mercato specialmente quello estivo abbiamo acquistato sei/sette ragazzi compresi tra il ’97 e il ’99 che si sono inseriti in un gruppo che aveva fatto bene lo scorso anno con l’arrivo di Mihajlovic; è chiaro che bisogna dargli tempo, alcuni ci mettono meno altri di più; Orsolini e Tomiyasu sono esplosi, Schouten sta dimostrando ora quello che vale, ci auguriamo anche per Skov Olsen e Svanberg possano fare altrettanto. Possono contare anche sull’esperienza e consigli dei veterani come Danilo, Palacio, Da Costa, Poli e Medel“.

Il suo ruolo:Non ho nessun rimpianto,anche perchè ho iniziato a far il dirigente subito, quindi non ho guardato troppo indietro; Saputo stava iniziando la sua nuova avventura a Bologna e sapendo che ero stato un giocatore, mi chiese se volessi seguirlo e ho accettato; lo ringrazierò sempre sto vivendo un’esperienza appagante”

Ricordi a Parma; “Parma è sicuramente sul podio delle squadre che porto nel cuore; ho avuto la fortuna di aver incontrato giocatori come Buffon e Cannavaro; mi acquistarono dalla Salernitana investendo molto su di me, arrivai in una realtà che aveva vinto la Coppa UEFA e la Coppa Italia; aveva un centro tecnico di proprietà al’l avanguardia per cui per un giovane come me era l’ideale; in un anno e mezzo ho fatto parecchi goal vincendo una Coppa Italia e una Supercoppa italiana, abbiamo centrato  due qualificazioni in Champions League; poi gli equilibri si sono un po’ rotti, rischiammo la serie B, ma ci salvammo e dunque considero questi anni formativi.”

Calciatore e dirigente: “Due ruoli diversi; quando sei un calciatore pensi a te stesso, da dirigente il club è al di sopra di tutto e devi pensare al bene della società e tifosi. E’ stato difficile cambiare mentalità, ma ho avuto la fortuna di relazionarmi con giocatori che avevano avuto le mie stesse esperienze.”

La Lazio, cuore da tifoso: “La Lazio sta dimostrando di essere una rivelazione e Lotito ha fatto bene a puntare su Inzaghi; merito anche del ds Tare che ha saputo allestire una squadra competitiva. Il Bologna è stata una delle squadre che la hanno fermata sul pareggio all’andata, ma anche al ritorno nel secondo tempo la aveva messa in difficoltà; comunque meriterebbe lo scudetto per quanto fatto vedere, sarebbe un peccato non vedere la sua volata finale se non si riprendesse”

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