Lazio, Diaconale boccia la Fase 2: “Molte contraddizioni e troppi paradossi”

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui

Ieri sera, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha stilato le regole della tanto attesa Fase 2. Un ritorno parziale alla normalità, anche se come hanno ribadito medici e scienziati, il Coronavirus non è andato via. E’ ancora lì e finché non sarà trovato un vaccino, solo la distanza sociale e l’isolamento potranno essere considerate cure efficaci. Il ritorno all’attività di allenamento per le squadre di calcio, è stato fissato per il 18 maggio.

La Fase 2 di Conte, non è piaciuta al portavoce della Lazio, Arturo Diaconale. Intervistato da Lazio Style Radio, Diaconale ha voluto rafforzare il pensiero di Claudio Lotito a riguardo della ripresa, finendo poi per criticare il governo:

“Intervengo a proposito dell’intervista del presidente su La Repubblica: ha semplicemente ribadito la necessità di una ripresa dell’attività, per salvaguardare l’economia del calcio in generale. Invece è stato trasformato come un guanto di sfida alla Juventus sull’eventuale assegnazione dello Scudetto, è stata solamente un’ipotesi. La speranza però è quella di ripartire per terminare la stagione, così da evitare caos, ricorsi e danni economici. Il presidente vuole giocare per difendere il sistema, non per suoi interessi personali. Vuole far capire i problemi economici che ci sarebbero per il sistema, che da lavoro a 250mila persone, se non si terminasse la Serie A. Sottovalutare tutto questo sarebbe un pericolo. Sono settimane che il presidente porta avanti questo discorso, cercando di far capire l’estrema importanza del calcio. Quest’ultimo ha una funzione trainante di tutto lo sport nazionale, va quindi favorito e non boicottato”. 

La Fase 2 che non convince Diaconale

La ripresa delle attività indetta il 18 maggio, non convince Diaconale: “Ci sono molte contraddizioni su questa Fase 2, i calciatori non potranno allenarsi individualmente nei centri sportivi delle proprie squadre, con tutti i distanziamenti sociali, ma invece possono farlo in un parco pubblico. Ci sono tanti paradossi, speriamo di uscire il prima possibile da questa situazione”. 

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