Lazio, Diaconale: “Il campionato deve essere terminato, altrimenti tutti in tribunale”

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui

Portare a termine la stagione sembra un’impresa davvero molto ardua in tempi di coronavirus, ma in qualche maniera ciò dovrà avvenire sennò il nostro calcio rischierà scenari nefasti. Parola del portavoce della Lazio, Arturo Diaconale.

Sempre presente sui giornali in questi giorni, Diaconale è intervenuto in merito alla questione riguardante la ripresa delle attività a TMW Radio:

“Seguo l’evolversi della situazione. Le indicazioni che arrivano sono quelle di una ripresa, restano da stabilire i tempi e i modi in cui può essere effettuata con le massime garanzie per tutti, a partire dai calciatori. Le partite però si svolgeranno a porte chiuse, almeno in questa prima fase”. 

Complicato giocare al Nord secondo Diaconale

I match di Serie A dovranno disputarsi in qualche modo secondo Diaconale, ma andrebbe evitata la soluzione Nord Italia: “Giocare al Nord? Sarà complicato, soprattutto per gli spostamenti visto che ci sono ancora dei focolai. Il calcio è uno sport di contatto, ma il contatto non provoca il contagio. Il problema è che arrivino in contatto giocatori positivi con quelli sani. La soluzione? Non è che ci siano resi conto che la gran parte del peso del coronavirus è gravato sulle famiglie. Non è facile per chi ha sintomi accedere ai tamponi. I giocatori invece vivono all’interno di strutture che devono essere attrezzate dal punto di vista sanitario. Con la possibilità di avere dei controlli, i contagi non ci sarebbero. Ma servirebbe essere tutti organizzati, cosa difficile per il nostro paese”. Lo scenario si fa dunque complesso per Diaconale, ma la ripresa del campionato dovrà arrivare a tutti i costi.

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