Moggi: “Ora manca un dirigente come me. Calciopoli, che farsa”

Pubblicato il autore: gaetanomasiello91 Segui

stadio di proprietà

Il calcio e non solo in Italia sta vivendo un momento particolarmente delicato a causa dell’emergenza Coronavirus che ad oggi non sappiamo quando terminerà ma oggi la cosa più importante è combattere contro questa pandemia che ha cambiato radicalmente le nostre abitudini. Il calcio e lo sport nazionale non si sa come ne uscirà da questa situazione ad emergenza conclusa. A Calciomercato.com Luciano Moggi ha espresso la sua sulla situazione che sta vivendo il nostro paese e non solo.

Moggi racconta le sue sensazioni in tempo di Coronavirus e ritorna su Calciopoli

Moggi dice la sua sulla questione allenamenti. “Chi pratica sport deve comunque allenarsi, in effetti non possono restare fermi e nessuna prova scientifica puà impedirgli di allenarsi. Io non sono un virologo come tanti altri e bisogna aspettare. Quando ne usciremo da questa situazione, si ricomincierà tranquillamente. Adesso non si possono fare previsioni”.

Moggi e la ripresa del campionato. “Si deve provare a concludere comunque la stagione. Adesso certo viene prima la salute, ma è fondamentale completare il calendario in particolar modo per i diritti televisivi, che mettono in moto i vari club. In caso di annullamento del campionato, i club perderebbero soldi ma anche Sky e Dazn che ne hanno i diritti televisivi. Dobbiamo essere ottimisti e sperare che la stagione in qualunque modo vada conclusa”.

Moggi prende di mira anche la Uefa e Ceferin. “La Uefa ha creato un gran casino facendo giocare alcune partite a porte aperte e altre a porte chiuse. Per esempio in Europa League a Glasgow erano presenti 45mila persone allo stadio con il virus in circolazione. In Atalanta-Valencia c’erano molte persone a San Siro. Certamente prevenire è meglio che curare ma in Europa nessuno ha potere per prendere delle decisioni importanti e assumersi le proprie responsabilità. Io quando ero dirigente ero sempre consapevole delle mie scelte e decisioni”.

Moggi e la questione stipendi. “Le decisioni della Lega in merito al taglio degli stipendi trova il tempo che trova perchè ognuno fa come crede. Le società con i calciatori hanno un buon rapporto e ogni dipendente deve rispondere al proprio datore di lavoro. L’Associazione Italiana Calciatori in tal senso non dovrebbe intervenire, la Juve ha fatto bene a scegliere per sé e ne è un esempio. Per quanto riguarda Ronaldo e Douglas Costa che sono rientrati in patria non vedo nulla di strano, non erano positivi”.

Moggi ritorna su Calciopoli e sulle intercettazioni di Meani con De Santis in occasione di Fiorentina-Milan del 2005. “Calciopoli è stata una farsa, lo dicono tutti. Bisogna essere informati su certe cose, le intercettazioni rispecchiano la verità. Calciopoli è il passato, la realtà va riportata e non vengo querelato perchè ho ragione”.

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