Ripartenza Serie A: i medici di 17 club scrivono alla Figc:”A queste condizioni non si torna in campo”

Pubblicato il autore: Alessandro Pallotta Segui

Il personale medico sportivo di ben diciassette squadre di Serie A su venti, ha redatto una lettera di venti pagine inviata alla commissione tecnico-scientifica della Figc guidata dal professor Paolo Zeppilli. Le società protagoniste di questa iniziativa sono Atalanta, Bologna, Cagliari, Brescia, Fiorentina, Inter, Lecce, Milan, Napoli, Parma, Roma, Sampdoria, Sassuolo, Spal, Torino, Udinese e Verona. Mancano Juventus, Lazio e Genoa.
Tantissimi sono i dubbi e le richieste di chiarimento legate al protocollo stilato dalla Federazione calcistica italiana inoltre, dalla lettera, si evince una grossa preoccupazione per eventuali conseguenze legali in caso di positività al virus di un calciatore durante gli allenamenti.

Ripartenza Serie A: i dubbi esternati dai 17 club di Serie A

Uno dei dubbi esplicitati nella lettera è il seguente:”Nel caso in cui un membro del gruppo squadra risultasse positivo non è chiaro se le attività di squadra possono riprendere regolarmente per gli atleti che risultassero negativi agli accertamenti previsti”.
In merito a ciò infatti la Roma scrive: “Come gestiamo la positività di un giocatore alla vigilia di una partita? Partita rinviata, di quanto? Il ritiro permanente è legalmente possibile?”. Inoltre altre società come il Parma si domandano se possono continuare a lavorare all’interno dello staff anche le persone più anziane: “Abbiamo qualcuno over 65, che dobbiamo fare?”.

I problemi della ripresa dell’attività sportiva dopo quasi due mesi di attività inoltre sono vari: difficoltà nel rispettare il distanziamento (“difficile, se non impossibile”), di sanificare i locali del ritiro e viene fatta notare anche la “criticità tamponi” (“è molto complicato richiederli ad un qualsiasi laboratorio”).
Tutte le società sono sembrate compatte a rifiutare categoricamente la data del 4 Maggio come quella della ripartenza in quanto troppo prematura. La Sampdoria dichiara: “No deciso alla ripresa il 4 maggio”. Il Milan ha delle perplessità relative al ritiro chiuso: “una volta ci fosse un positivo,  vi è possibilità di contagiare tutti come in Rsa, la data del 4 maggio è troppo precoce”.

Il Napoli di De Laurentiis invece intende chiarire maggiormente l’aspetto medico-legale delle responsabilità prima dell’eventuale ripresa del campionato mentre,  per il Bologna,  il punto cardine è il reperimento dei tamponi  quindi  si prospetta molto complicata una ripresa delle attività per il 4 Maggio.

Ripartenza Serie A: Cellino sempre sfavorevole
Anche il Brescia di Cellino nella lettera inviata ha dichiarato di non ritenete le misure previste dal protocollo della Figc sufficienti: “Riteniamo il protocollo non sufficiente a tutelare la salute di staff e giocatori…”.

La posizione del club delle ‘rondinelle’ non sorprende in quanto rimarca appieno il pensiero esternato ormai da mesi dal proprio presidente che, in un’intervista d’inizio Aprile, rilasciò le seguenti dichiarazioni:”La mia linea è che il campionato non possa riprendere, per una lunga serie di ragioni che si possono riassumere in due punti: il rispetto della salute e la salvezza del sistema calcio. Dopo aver perso questa stagione, rovineremo anche la prossima che invece sarà decisiva per ripartire. La Uefa vuole fare slittare le date? Non può far slittare nulla: la stagione si chiude il 30 giugno data di scadenza per la presentazione dei bilanci dei club e dei contratti dei giocatori. “

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