Serie A e Serie B, una (ri)partenza tutta in salita

Pubblicato il autore: Fosco Taccini Segui

 

In queste ore sarebbe allo studio un progetto – di non facile composizione – per permettere la ripresa dei campionati di Serie A e di Serie B. Infatti, il progetto presenta una gestazione difficile a causa delle tante problematiche presenti: diritti TV, stipendi, classifica finale. Ad aggiungere grigio su grigio, inoltre, sarebbe il fatto della non definizione di un campione d’Italia.
Come noto, la Uefa ha indicato, come data limite per la conclusione dei campionati, il 2 agosto. Quindi, per rientrare in questo torno di tempo la ripresa dei campionati potrebbe avvenire tra il 13 e il 14 giugno. In alcuni ambienti si ipotizza anche un inizio nella prima settimana di giugno. In questo scenario, ci sarebbe una vera e propria compressione delle tempistiche per lo svolgimento delle gare residue. Inoltre, ad oggi non ci sono certezze sulla possibilità di riprendere le sessioni di allenamento il 18 maggio.

La Lega di Serie A ritiene che l’ultima data fattibile per riprendere il campionato sia quella del 14 giugno. Inoltre, le varie società hanno valutato che sono necessarie almeno quattro settimane per permettere ai giocatori di riprendere la forma giusta dopo questa fase di blocco delle attività sportive. Inoltre i club, sul versante economico, temono che potrebbe non incassare l’ultima rata dei pagamenti delle pay tv.
Visto il perdurare dell’emergenza sanitaria causata dal nuovo Coronavirus, è necessario far ripartire lo sport in sicurezza. Pertanto, la federcalcio ha chiesto di avere un incontro con il Comitato Tecnico Scientifico che collabora con il governo Conte nella gestione dell’emergenza Covid-19.

Ma, il quadro appare molto variegato, e la ripresa dei campionati veramente in salita. Infatti fonti del Ministero dello Sport, da quanto si apprende dall’Ansa, avrebbero specificato che: “nessun accordo sul rinvio della Serie A è stato raggiunto nei giorni scorsi“.
Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, in una recente dichiarazione ha precisato di aver sostenuto sempre la possibilità di riprendere i campionati quando ci sarebbero state le condizioni perché: “Siamo convinti delle strada che abbiamo intrapreso perché è seria e responsabile. L’unica che persegue l’interesse generale del sistema e quello complessivo dello sport italiano. Infatti, per diversi motivi, anch’esso sarebbe danneggiato dallo stop definitivo del campionato di Serie A“.

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