Atalanta-Messina 2005: un 2-1 che sa di speranza
"Se riuscissimo nell'impresa entreremo nella storia non solo del calcio bergamasco, ma anche di quello italiano. I tifosi ci hanno sempre sostenuto, dobbiamo fare uno sforzo". Delio Rossi è molto chiaro per quanto riguarda l'andamento della sua Atalanta: le potenzialità ci sono, ma serve un vero e proprio miracolo per centrare quella salvezza che in quasi 98 anni di storia non era mai stata così lontana. Siamo nel 2004/2005 e i nerazzurri giocano una Serie A che si dimostra ostica: i debiti non permettono a Ruggeri di potenziare la rosa, i giovani non bastano più e Mandorlini viene esonerato dopo 14 giornate senza aver vinto una partita aldilà del gioco offensivo.

A prendere le redini è proprio Delio Rossi, che grazie a tutta una serie di miglioramenti (preparazione invernale, coesione ambiente-tifo nonostante la contestazione a Ruggeri e l'arrivo di un bomber come Makinwa) sta compiendo una vera e proprio impresa: ridurre lo svantaggio da una decina di punti a 4. Tra Brescia (con quel rigore contestato), Reggina, Palermo e Udinese si arriva alla sfida casalinga contro il Messina di Mutti: bisogna vincere per sperare ancora nella rincorsa. L'Atalanta attacca creando gioco, ma sono gli ospiti a passare in vantaggio con un certo Zampagna. Nella ripresa la Dea intensifica la sua manovra offensiva e Adriano di testa segna il goal del pareggio. Non basta ancora per gli orobici: serve fare di più e tale idea si trasforma in tre punti decisivi grazie ad un tiro a fil di palo di Bernardini. Risultato finale: Atalanta-Messina 2-1 ed entusiasmo sugli spalti nel vedere quella squadra tanto grintosa quanto vincente compiere quello stesso miracolo che fino a qualche mese fa sembrava impossibile. Entusiasmo che la settimana dopo, in vista della gara contro la Fiorentina, trascinarono Bergamo e provincia ad incitare i ragazzi: "CrediAmoci, tutti a Firenze". Quasi come se fosse una rincorsa Champions.