Auriemma su Chiellini: “Deve fare mea culpa”

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui


Il 12 Maggio ha fatto la comparsa nelle librerie “Io, Giorgio” , la biografia di Giorgio Chiellini, difensore e capitano della Juventus. Il libro di Chiellini appena prima di uscire ha fatto subito scalpore per le dichiarazioni contenute al proprio interno, dove il capitano della Juventus scrive che Balotelli è “da prendere a schiaffi” e Felipe Melouna mela marcia“. Parole dure che hanno scatenato una forte polemica e la reazione da parte degli interessati che hanno attaccato pesantemente il difensore italiano. Chiellini, inoltre, nella propria biografia ha parlato di Arturo Vidal, centrocampista cileno ex Juventus ed ora al Barcellona, dichiarando che ha il vizio di “alzare il gomito” quando esce, ma che resta comunque un campione.

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Il commento di Auriemma – Le dichiarazioni di Giorgio Chiellini le ha commentate Raffaele Auriemma, giornalista e opinionista napoletano. Auriemma, in un video messaggio lanciato su Sportmediaset e suoi social, si è espresso sulla biografia, stuzzicando il difensore: ” Io ce l’ho con Giorgio Chiellini – inizia Auriemma -, perché quando un grande calciatore, qual è lui, si vuole raccontare in un’opera letteraria, deve mettere sì in evidenza i successi, il sacrificio, l’impegno, ma dovrebbe esserci una sezione in cui fa mea culpa” precisa Auriemma che poi continua: ” No i mea culpa blandi, tipo ‘Ho un po’ sbroccato con l’arbitro Oliver’, ma non puoi, in quanto è una semifinale di Champions League, sei uno dei capitani della squadra, non puoi dire ‘you pay’ ad un calciatore del Real Madrid (Serio Ramos, ndr.) e poi, sinceramente, non ho nemmeno letto di quando tirò i capelli con una certa energia e più volte ad Edinson Cavani, forse perché invidioso della sua capigliatura?” dice ironicamente il giornalista. Nel suo lungo video messaggio, Auriemma, continua con l’elenco di episodi non citati dal capitano bianconero: “Non ho letto di quando, toccato da un avversario, steso a terra si mise le mani in faccia e furbetto con l’occhio cercò di capire se l’arbitro era caduto in questo garbatissimo tranello” conclude Auriemma.

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