Avv. Iacono: “Ricostruiti rapporti tra Juventus, FIAT e FIGC”

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui


Intervenuto ai microfoni di “Punto nuovo sport show“, trasmissione di Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, l’avvocato Roberto Iacono ha dichiarato di aver presentato un esposto al tribunale di Napoli dopo che sono stati ricostruiti i rapporti tra FIAT e FIGC, contestando i conflitti di interessi. In particolar modo viene contestato la sponsorizzazione della FIAT alla FIGC e all’AIA (Associazione italiana arbitri), con EXOR azionista di maggioranza della Juventus e della causa automobilistica della famiglia Agnelli.

Le dichiarazioni dell’avvocato – L’avvocato Roberto Iacono, ha così dichiarato nel corso della trasmissione condotta da Umberto Chiariello: “Abbiamo ricostruito i legami che ci sono tra la Fiat e la FIGC. Abbiamo posto all’attenzione della Procura, presentando un esposto alla Procura di Napoli, con la Procura di Roma che ha preso gli atti per competenza la sponsorizzazione che la Fiat fa alla FIGC, contestando il conflitto di interessi nel caso di specie,denunciando l’irregolarità rispetto a situazioni anche solo apparenti. Andando a ricostruire la storia della Fiat,con le ripercussioni che si hanno in borsa rispetto all’andamento sportivo della Juventus, si torna sempre a quella che è la sponsorizzazione verso la FIGC e l’AIA. Attualmente siamo in attesa di riscontri, soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti. Le indagini sono ancora in corso, essendoci una segretezza, abbiamo difficoltà a ricevere informazioni. I rapporti sono Juventus-Fiat-EXOR-FIGC-AIA. La questione non è solo morale ed etica,ma il codice FIGC all’articolo 10 si occupa proprio di conflitti d’interesse. È chiaro che nel momento in cui una società come la EXOR, azionista di maggioranza della Fiat, della Ferrari e della Juventus, vi è già un conflitto d’interesse. Non credo neppure sia un conflitto d’interesse d’apparenza, così come non lo è la relazione tra titoli in borsa della Juventus ed i risultati sportivi. Abbiamo chiesto alla Procura di far luce su queste circostanze“.

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