Corea, stadi vuoti per il Coronavirus? Spuntano le bambole gonfiabili!

Pubblicato il autore: Alessandro Nidi Segui


Ha letteralmente del clamoroso quanto accaduto nelle scorse ore in Corea, in occasione della partita interna vinta per 1-0 dall’Fc Seul contro il Gwangju, la prima sfida interna disputata dalla compagine della capitale dopo la ripartenza della K-League, anch’essa stoppata come quasi tutti gli altri campionati calcistici del mondo a causa dell’emergenza epidemiologica connessa al Coronavirus. Per combattere la tristezza dei seggiolini vuoti, i vertici della società hanno posizionato 30 bambole gonfiabili sugli spalti, con l’intento di “accendere” un po’ l’ambiente. Ebbene, ci sono riusciti, ma non nel modo in cui probabilmente avrebbero preferito…

Corea, scandalo bambole gonfiabili sugli spalti: fornite da un’azienda che produce sex toys

In molti hanno notato come le proporzioni delle bambole gonfiabili fossero decisamente generose e in Corea è prontamente germogliata la polemica sessista contro l’FC Seul, accusato di sessismo (25 manichini su 30 riproducevano le fattezze femminili e soltanto 5 quelle maschili). In una nota stampa il club ha precisato che a fornirle è stata la Dalcom, un’azienda leader nella produzione di sex toys, che non ha perso l’occasione per farsi pubblicità con le sue scritte sulle magliette fatte indossare alle bambole. In molti hanno gridato già allo scandalo e l’argomento è divenuto fra i più dibattuti sui giornali e sui social network dell’intero pianeta.

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