Cristiano Ronaldo e la Juventus, 72 giorni dopo…

Pubblicato il autore: Alessandro Nidi Segui

Cristiano Ronaldo rappresenta senz’ombra di dubbio il gioiello più brillante della sfarzosa tiara che orna il capo della “Vecchia Signora”. Non l’unico, per carità: c’è, ad esempio, Paulo Dybala, la “Joya” più “a lungo termine” del reparto offensivo della Juventus. E poi, in ordine sparso, Higuain, Douglas Costa, Bernardeschi e, all’occorrenza, Cuadrado. Insomma, parlare di coperta corta non si può. Epperò CR7 è quel pizzico di classe, di estro, di illuminazione, di leggenda in più. È esattamente quel tipo di giocatore in grado di ribaltare le situazioni più disperate (un esempio su tutti? Juventus-Atlético Madrid della scorsa stagione), di cambiare il destino con una giocata, con un guizzo. È, insomma, il campione che tutti vorrebbero avere.

Cristiano Ronaldo, 72 giorni dopo

Difficile, per i bianconeri, fare a meno di lui. Arriverà il giorno in cui, per sopraggiunti limiti d’età o per nuove scelte di vita, le strade di Madama e di Cristiano Ronaldo si separeranno. Al momento, però, il cinque volte Pallone d’Oro è a Torino e dirigenti e tifosi sono ansiosi di spellarsi le mani al suo prossimo gol, Coronavirus permettendo. È a Torino nel vero senso della parola, CR7. Sì, perché dopo 58 giorni di “esilio dorato” nella sua Madeira e 14 di isolamento nella sua villa nel capoluogo sabaudo, nella mattinata odierna il lusitano ha nuovamente varcato i cancelli del centro sportivo zebrato, situato a pochi passi dalla sede del club. Primi test fisici per lui e poi, finalmente, il lavoro sul campo, sotto lo sguardo vigile di Maurizio Sarri.

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