Del Neri amaro sul suo passato nella Juve: “Pirlo e Vidal non li ho mai avuti”

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui

Correva l’anno 2010 quando la Juventus scelse Gigi Del Neri in sostituzione di Alberto Zaccheroni. Dopo la delusione Ciro Ferrara, i bianconeri volevano tornare grandi rapidamente e scelsero il tecnico friulano che tanto fece bene con la Sampdoria. Centrando la qualificazione al preliminare di Champions League con i blucerchiati. Peccato che l’esperienza di Del Neri in bianconero fu fallimentare: settimo posto nel 2010/11 con 58 punti senza qualificarsi a nessuna competizione europea.

Del Neri ha avuto la sua grande chance in bianconero senza riuscire a imporre la sua filosofia di gioco. Intervistato da Il Giornale, l’ex tecnico del Chievo Verona ha parlato della sua esperienza a Torino, tornando sulla questione riguardo chi lo valutò idoneo a prendere il timone della squadra:

“Non fui scelto da Agnelli? Senza polemica, è la verità: fui effettivamente scelto da Marotta e Paratici. Avevamo lavorato benissimo a Genova e la Juve dell’epoca poteva permettersi il sottoscritto, comunque appena qualificatosi per la Champions. Per il palato e dei tifosi e per le loro abitudini, ci sarebbe stato forse bisogno di un Ronaldo anche in panchina. Va anche detto che a Torino non hanno voluto bene nemmeno ad Ancelotti, quindi sono in buona compagnia. Non ero in ogni caso l’ultimo degli ultimi: in carriera ho fatto bene quasi dappertutto”. 

Il grande rimpianto di Del Neri è non aver potuto allenare Pirlo e Vidal: “Cosa mancava? Qualità in mezzo al campo: Pirlo e Vidal non li ho mai avuti. E una rosa più profonda”. 

La questione Buffon-Storari

Del Neri ha pure chiarito la questione Buffon-Storari, che all’epoca tenne banco in casa bianconera:

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“Misi in discussione Buffon? Non scherziamo. La verità è che Gigi era reduce da un infortunio serio e Storari stava giocando benissimo: non ho mai regalato niente a nessuno, tutto qui. E mi fa molto piacere che Buffon sia ancora al top: se uno non ne conoscesse l’età e non sapesse di chi si tratta, prenderebbe nota di come ha parato quest’anno e investirebbe su di lui. Resta un esempio per i ragazzi di oggi: è la passione che muove tutto, non i soldi”. 

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