In ricordo di Marino Puggina, ultimo presidente a portare Padova in serie A

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

Avrebbe compiuto il 18 dicembre il secolo di vita ma il destino non glielo ha concesso. E’ morto a 99 anni il 23 maggio Marino Puggina, ultimo Presidente a portare il calcio Padova nella massima serie.
Marino Puggina nasce a Bovolenta (Pd) nel 1920 e nel 1939, dopo il diploma, inizia la sua attività di agente di commercio nel settore alimentare. Undici anni dopo arriva la presidenza nel medesimo settore, nell’azienda Despar. Si avvicina al calcio nel 1980 e proprio nel Padova, sotto la presidenza di Ivo Pilotto (1942): la squadra biancoscudata milita in serie C2 e l’estate successiva ottiene la promozione in C1. Sei anni dopo, nel 1986, diventa a tutti gli effetti presidente della società: l’allenatore è Adriano Buffoni. Al primo anno, arriva subito la promozione: il Padova torna in serie B dopo due soli anni di Purgatorio. In cadetteria i biancoscudati si fanno rispettare, senza però riuscire ad accedere ai piani alti per poter puntare alla promozione in serie A. Nel 1989 il timone passa prima ad Enzo Ferrari e poi a Mario Colautti. Puggina è sempre in prima linea, sempre vicino ai suoi ragazzi, anche nella mancata promozione nel 1991: il Padova è davvero ad un passo, prima di cedere proprio all’ultima giornata, sempre sotto la guida di Colautti. E’ l’Ascoli ad andare in A con 42 punti, lasciando il Padova in B con un solo punto di distanza: una grossa delusione. Nella stagione 1991-92 inizia Bruno Mazzia ma poi, alla 32° giornata, si ha il tandem Franco Pezzato e Mauro Sandreani: proprio la scelta di quest’ultimo sarà la mossa vincente di Puggina.
Nel 1992-93 il Padova è ancora fuori dalla serie A per un solo punto: ad andare su è il Lecce, con 48 punti, contro i 47 dei biancoscudati. Un’altra delusione, ma Puggina non molla: anzi, raddoppia gli sforzi. La stagione 1993-94 è una stagione da cardiopalmo per i tifosi: all’ultima giornata si giocano i destini del Padova. La Fiorentina, già promossa in A, affronta in casa il Cesena: i viola non hanno mai perso tra le mura amiche. La squadra di Sandreani (coadiuvato da Gino Stacchini) gioca a Bari. Avviene il dramma: la Fiorentina sta perdendo e anche il Padova è sotto a Bari: ci vuole un rigore di Giuseppe Galderisi per riequilibrare la gara. I pugliesi salgono in A con i toscani, ma Cesena e Padova, entrambe a quota 43, debbono spareggiare. E qui sale logicamente, la paura di non farcela, la paura di una terza delusione, in tre soli anni. Si gioca a Cremona e il Cesena passa in vantaggio: segna Hubner ma Cuicchi e Coppola ribaltano il risultato e portano il Padova in serie A dopo ben 32 anni. E’ il trionfo anche e giustamente per Marino Puggina: l’ultimo presidente dei biancoscudati nella massima serie fu Bruno Pollazzi (1888-1972) nel 1962. Puggina riesce anche a far ottenere alla città un nuovo stadio, chiamato Euganeo. Alla fine del 1994, con il Padova in serie A, Puggina lascia la presidenza a Sergio Giordani, rimanendo Presidente Onorario.
In A il Padova inizialmente viene travolto dalle avversarie, anche per la scarsa esperienza della Rosa: ma fa un grande sforzo e rimane nella massima serie, anche se dopo uno spareggio, drammatico, a Firenze con il Genoa: ai rigori la spunta il Padova. Dopo la retrocessione del 1996, Puggina lascia anche la presidenza onoraria, rimanendo vice presidente della Lega Calcio fino al 1998. L’ultima apparizione all’Euganeo risale il 26 aprile 2015: il Padova è in serie D e sconfigge nettamente (allenatore è Carmine Parlato) il Kras Rapan per 4-0. Puggina è accopagnato dall’amico Lorenzo Crivellari e dalla figlia Antonella. Puggina aveva altri due figli: Antonio e Massimo.

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