Lecce, l’ex Checco Lepore:«In C abbiamo dato tutto per il Lecce. Mi sarebbe piaciuta una gara in A…».

Pubblicato il autore: Mattia Ala Segui

L’ex capitano del Lecce Checco Lepore è stato ospite in diretta Facebook di Calciolecce.it. Durante la discussione, il terzino, ora in forza al Monza in C, si lascia andare ai ricordi della sua avventura con la squadra della sua città. Ecco le sue dichiarazioni:«Sono contento che a Liverani sia rimasta impressa la mia corsa verso i tifosi dopo il gol a Catanzaro. In quel caso lui ha percepito la leccesità e l’attaccamento ai colori. La  feci  perchè i nostri tifosi entrarono allo stadio solo due minuti prima, volevo far comprendere loro quanto fossero importanti». Il calciatore salentino prosegue, ripercorrendo la stagione che ha sancito il ritorno dei giallorossi in B:«Si vedeva subito la natura vincente di Liverani, non lascia nulla al caso. La squadra a sua disposizione nel campionato 2017-2018 probabilmente non era la più forte, ma facemmo un patto, ovvero dare tutto per il Lecce, il resto veniva dopo. E così fu, ci comportammo da uomini veri. Dopo la gara con la Casertana parlammo con i tifosi, e, da parte mia, conoscendo gli ultrà, avevo fiducia proprio a partire da quel momento. I tifosi dimostrarono di essere cresciuti moralmente, non dando colpe. Ci hanno sostenuto fino alla fine. Andando negli spogliatoi, però, leggevo che tanti ci davano per spacciati. Persone che non volevano il bene del Lecce, al contrario dei tifosi di Caserta. C’erano compagni distrutti, purtroppo si soffermavano a leggere ciò che si diceva sui social. Dissi loro di ignorare  tutte quelle idiozie, pensando alla parte sana che ci sosteneva. Nel ritiro di Roma, prima della gara con la Reggina, c’erano dei compagni che non ci credevano fino in fondo. Giorno dopo giorno, però, ci ricompattammo e andammo a vincere 1-0 al Granillo. In seguito guardammo Catania-Trapani, tifando ovviamente per gli ospiti. Fortunatamente tutto andò bene». Lepore conclude:«Lo scorso anno feci anche qualche presenza in cadetteria. Giocai con Venezia, Foggia, Brescia e Padova. I compagni che arrivarono trovarono un gruppo straordinario, che pensava solo al bene del Lecce. Io, quando ho giocato, mi sono sempre fatto  trovare pronto e non ho nessun rimpianto, a parte il desiderio di una presenza in A con la squadra del mio cuore. Nonostante l’addio nel gennaio dello scorso anno, però, i rapporti con Sticchi e Meluso sono rimasti ottimi. Tutto va come deve andare, prendiamola così».

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