Pavel Nedved e l’addio alla Juventus visto 11 anni dopo

Pubblicato il autore: Alessandro Nidi Segui

Esistono calciatori in grado di albergare in eterno nel cuore dei propri tifosi. Esistono calciatori in grado di allontanare le nebbie dell’oblio e di mantenere vivo il proprio ricordo nelle menti di chi ha sempre esultato con loro, ammantando il tutto con un velo di malinconica nostalgia che altro non fa che evidenziare quanto fosse incommensurabile il sentimento che univa il fuoriclasse al proprio pubblico. Esattamente ciò che si è potuto toccare con mano il 31 maggio 2009, con l’addio di Pavel Nedved alla Juventus. Un’ultima apparizione allo stadio “Olimpico” di Torino (all’epoca l'”Allianz Stadium” doveva ancora essere approntato) segnata dalle lacrime del biondo mancino e dell’intera tifoseria zebrata, consapevole di essere in procinto di salutare una leggenda del calcio giocato.

Pavel Nedved, addio contro la Lazio

Quel giorno, agli ordini del signor Peruzzo di Schio, i padroni di casa si sbarazzarono dei biancocelesti grazie a una doppietta di Vincenzo Iaquinta (2-0 il punteggio finale), ma tutta l’attenzione dello stadio fu riservata al nazionale ceco, colui che, in sole otto stagioni, aveva conquistato tre scudetti e due Supercoppe Italiane, con la chicca del Pallone d’Oro nel 2003. Non solo: ha vinto anche un campionato di Serie B, non abbandonando nell’estate 2006 la Juventus, travolta dai marosi di Calciopoli. Certo, un giocatore del calibro di Nedved avrebbe fatto di sicuro comodo alla Juventus di Maurizio Sarri. Oggi, però, il suo ruolo è un altro: vicepresidente della società bianconera. Chi l’avrebbe mai detto…

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