Spadafora: “Nel calcio non ci può essere distanza. Il campionato riprenderà solo se…”

Pubblicato il autore: Giuseppe Colicchia Segui

L’immediato destino del calcio italiano e dello sport tutto è inevitabilmente legato a Vincenzo Spadafora, il ministro per le politiche giovanili e lo sport nel governo Conte. Spadafora è stato spesso al centro del dibattito tra gli amanti dello sport, per alcune sue scelte o esternazioni in pubblico o via social. Come riportato da Adnkronos, nel corso dell’informativa in Senato, il ministro dello sport Spadafora ha rilasciato nuove importanti dichiarazioni sulla ripresa del campionato italiano di calcio e sulle possibili modalità.

La ripresa del campionato solo in sicurezza, la distanza e l’auto-isolamento in caso di positività

Il campionato di calcio riprenderà solo se in sicurezza, dopo che saranno verificati alcuni protocolli e ci possa essere la certezza di garantire la salute per tutti i protagonisti. L’incertezza ha caratterizzato tutti i Paesi, chi ha già scelto lo ha fatto chiudendo in anticipo. Abbiamo sempre mantenuto la linea di prudenza e, se il campionato riprenderà, dovranno essere adempiuti alcuni compiti fondamentali. Nel calcio non ci può essere distanza ed è fondamentale ci sia l’auto-isolamento in caso di positività“.

Il Comitato tecnico scientifico, il protocollo e i tamponi

Il ministro Spadafora prosegue il proprio discorso, affrontando l’argomento del Comitato tecnico scientifico, su cui tanto si sta discutendo nelle ultime settimane: “Sono arrivate le osservazioni sul protocollo. Il comitato chiede la quarantena di squadra in caso di un calciatore positivo, chiede di affidare la responsabilità ai medici dei club per l’attuazione del protocollo e chiede che l’enorme numero di tamponi per i calciatori non vada a impattare sui cittadini. Le osservazioni saranno prese in considerazione della Figc che riadatterà il protocollo per la ripresa degli allenamenti dal 18 maggio.

L’industria del calcio, l’importanza sociale e le novità introdotte nel nuovo decreto

In conclusione, Spadafora si sofferma sull’aspetto sia sociale che industriale del calcio: “Sono consapevole dell’importanza sociale del calcio e della passione che c’è in questo Paese. Ne riconosco l’importanza, rappresenta una grande industria nel nostro Paese. Ma ho trovato eccessivo l’inasprimento del dibattito”. Per quanto riguarda i fondi a favore del comparto, “tra risorse ordinarie e straordinarie, il governo stanzierà nel decreto circa 1 miliardo di euro di risorse per il sostegno allo sport“. Nel decreto sarà inoltre “prevista anche una riduzione del 50% degli affitti degli impianti sportivi privati da marzo a luglio 2020″.

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