Tacconi: “Il Coronavirus è solo un’influenza. Riprenderei subito le partite con il pubblico”

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui

 

Tacconi controcorrente. L’ex portiere della Juventus spegne oggi 63 candeline e, per l’occasione del suo compleanno, è intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva rilasciando alcune dichiarazioni che faranno discutere. In particolare, Tacconi si è espresso così sull’emergenza Coronavirus” Per me è un’influenza. Quando in una conferenza mi diranno che ci sono stati mille morti, mi dicano quali di coronavirus, non si può fare di tutta l’erba un fascio. Io sarei per riprendere a giocare, anche con il pubblico. Ma questo virus andrà via prima o poi? L’influenza dura 2-3 settimane, tenere chiusi un popolo 3 mesi per me è esagerato.  Trascorrerò il compleanno come agli arresti domiciliari, lo festeggio in casa. In questo periodo mi sono rivisto tutte le partite con la Juve e qualche lacrimuccia è scesa. Per carattere e personalità non vedo tra i portieri di oggi un altro come me, poi prima era anche più dura. Prima c’era solo l’1 e il 12, oggi c’è anche il 22. I miei trofei? Tutto il museo della Juve, sennò come facevano a farlo? “.

Ripresa del campionato, il parere di Tacconi. L’ex portiere ha concluso il suo intervento radiofonico parlando così di alcuni temi caldi degli ultimi giorni: “Ora come ora c’è troppa confusione, spero che la Serie A e B con 40 squadre sia più gestibile. Dalla C in giù ci sono troppe società che non possono andare a giro la domenica. Chiellini e Balotelli?   Le solite cavolate, ne ho dette talmente tante anch’io”. 

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