Zanetti e Milito ricordano il Triplete di 10 anni fa: impossibile non emozionarsi

Pubblicato il autore: Giuseppe Colicchia Segui

Il 22 maggio è la data degli interisti da dieci anni a questa parte. L’impresa più grande compiuta dalla società nerazzurra risale esattamente a dieci anni fa, quando l’Inter guidata da Mourinho e sotto il segno del bomber Diego Milito batteva il Bayern Monaco in finale di Champions League a Madrid, salendo sul tetto d’Europa e realizzando il Triplete tanto sognato (vittoria delle tre competizioni principali, Campionato, Coppa Italia e Champions League). Oggi, a dieci anni di distanza, è la data dei festeggiamenti per i tifosi nerazzurri di tutto il mondo ed i social si sono colorati di ricordi a tinte nero-blu. Tuttavia la felicità per i festeggiamenti è stata smorzata dalla tragica notizia arrivata proprio oggi della scomparsa di Gigi Simoni, ex allenatore dell’Inter nella stagione 97-98 dove era presente un giovane Javier Zanetti: in quella stagione l’Inter riuscì a realizzare un’altra impresa, la vittoria della Coppa Uefa battendo in finale la Lazio al Parco dei Principi. Questo il cordoglio della società meneghina per la morte di Gigi Simoni:

L’Inter, per celebrare il decimo anniversario della conquista del Triplete, ha organizzato una diretta Instagram nel pomeriggio tra due protagonisti di quella storica Inter: Javier Zanetti e Diego Milito. Cominciamo a riportare le parole dei due partendo dalla fine della diretta e dal ricordo dei due per Gigi Simoni: “Approfitto perché è venuto a mancare Gigi Simoni che è stato un mio allenatore” – dice Zanetti, – “è venuto a mancare proprio oggi e mando un grossissimo bacio a tutta la sua famiglia, le mie condoglianze“. Anche Milito si unisce al messaggio: “L’ho letto, anche io mando un bacio a tutta la famiglia”.

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All’inizio della live, dopo un confronto sulle rispettive condizioni di salute sia familiari che dei paesi in cui abitano (Zanetti in Italia e Milito in Argentina), Zanetti chiede a Milito come sia stato il suo arrivo all’Inter: “Per me era un sogno arrivare in una squadra come l’Inter, in una società come l’Inter. Arrivavo in una grandissima famiglia, come mi hai sempre detto tu e io me lo ricordo sempre, e così è stato. Sono fiero di aver preso parte alla storia dell’Inter e oggi è una giornata speciale per tutti noi“. “È speciale per come è stata vissuta” – aggiunge Javier, “io dico sempre che non è mai facile competere per tre competizioni e arrivare fino alla fine per tutte e tre. Credo che grazie al gruppo che eravamo, al lavoro, al mister… Ci sono stati tutti e tre i componenti, società, squadra e tifosi, che siamo stati allineati per raggiungere quello che abbiamo raggiunto“. “Avevamo un gruppo straordinario” – dice Milito – “e tu lo sai bene. Ad oggi, dopo dieci anni, continuiamo a sentirci e questo credo che sia la cosa più bella“.

Zanetti ricorda la sua recente chiacchierata con Cambiasso: “L’altra volta con Cuchu raccontavamo l’asado in settimana e credo quelli sono momenti che ti fanno stare bene. Ricordo che finivamo l’allenamento, mangiavamo l’asado e finivamo fino alle sei-sette del pomeriggio”. Milito ci tiene a sfatare la leggenda secondo la quale lui venisse solo a mangiare la carne, senza aiutare i compagni per l’asado: “Questa leggenda no dai, difendimi. Aiutavo Samuel, ci sono anche le foto“.

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Il capitano dell’Inter prosegue parlando dell’anniversario del Triplete: “Stanno facendo vedere le nostre partite in TV. Non so se ti capita anche a te, ma io provo sempre una sensazione di felicità, una emozione che mi porta sempre a Madrid“. “È vero, è così” – risponde Diego Milito, -“anche qui è una giornata importante. Sembra ieri, mi ricordo tutto perfettamente. Questi dieci giorni sono stati importanti per la storia perché, come hai detto tu, non è facile fare quello che abbiamo fatto. Pensa che in Italia nessuno l’ha potuto fare e ci sono state sempre grandi squadre. Quindi siamo molto orgogliosi di questo”.

Il Principe Milito mostra al suo connazionale l’immagine religiosa di Santa Rita: “Ricordo quando hai acceso la candela nello spogliatoio prima della finale. Siamo andati tutti e due a pregare Santa Rita prima della finale che era proprio oggi 22 maggio. Era tutto scritto, Pupi“.

Zanetti rivive i momenti finali della partita: “Ricordo che danno i minuti di recupero e Julio Cesar prende la palla in mano. Io già piangevo, Samuel mi disse di concentrarmi perché mancavano ancora due minuti. In quel momento lì stavo pensando a tutto quello che stavamo facendo, ero troppo emozionato“. Milito aggiunge: “Siamo arrivati in finale con una fiducia incredibile. Ovviamente di fronte avevamo una grandissima squadra e anche loro avevano vinto la coppa di Germania e il campionato e potevano vincere il Triplete, ma dopo Barcellona noi stessi avevamo capito che era per noi“.

Si ritorna dunque alla sfida tra Inter e Barcellona, nonché sfida tra i fratelli Milito: “I miei genitori erano un po’ abituati perché io e mio fratello avevamo giocato tante volte contro anche in Argentina, però una semifinale di Champions era una cosa speciale. Nella partita d’andata mio padre esultò per il mio gol ma poi chiese scusa a mio fratello. Ricordo che quando Mourinho incontrò i miei genitori gli disse che questa semifinale la doveva vincere l’Inter e che tanto il Barcellona aveva già vinto l’anno precedente“.

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Zanetti racconta una partita sofferta, nonostante l’abbiano guardata da casa: “Ricordo Roma-Sampdoria vista a casa tua, quanto abbiamo sudato! Aspettavamo questo passo falso della Roma che è arrivato nel momento giusto”. Poi sul gruppo: “Io dico sempre che prima di essere calciatori eravamo uomini, grandi uomini di grande rispetto l’uno per l’altro. C’era la voglia di fare qualcosa di importante”. “Sapevo che arrivavo in gruppo vincente, straordinario e di grandi campioni” – dice Milito – “e sapevo che avevate il sogno della Champions. Anche José parlava sempre dei sogni”.

Su Mourinho: “La nostra squadra era guidata da un grande condottiero come José che ci ha trasmesso quella convinzione che ci mancava per fare questo salto. È stato lui a condurci alla finale e ad esprimere tutto il nostro meglio. Trasmetteva tranquillità nel momento giusto, quando fuori c’era tensione.

Milito e Zanetti concludono: “Quando abbiamo vinto ero felicissimo per noi, per i tifosi ma soprattutto per Moratti. È stato più di un presidente per noi e vedere la sua felicità e quella di tutti i nostri tifosi… le immagini del Duomo in festa sono una roba che fa venire la pelle d’oca ancora oggi”.

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