Aguero, tanti auguri all’uomo che regalò una Premier League al City dopo 44 stagioni

Pubblicato il autore: Davide Roberti Segui


Sergio Kun Aguero, nato a Buenos Aires il 2 giugno 1988, è un uomo speciale. Per dirne una, è il cognato di Diego Armando Maradona, del quale ha sposato la secondogenita portando alla luce il piccolo Benjamin: per un calciatore argentino, diventare parente di Diego non è proprio cosa da poco. Ma non c’è solo questo: Aguero è un giocatore che ha rivoluzionato, probabilmente, il suo ruolo: essendo fisicamente piccolino, nasce come seconda punta o come esterno, ma è piano piano diventato una punta centrale devastante, seppur atipica. Sa svariare, sa muoversi lungo il fronte d’attacco e, dopo anni in cui ha sempre segnato caterve gol, con Guardiola al City adesso ha davvero trovato la sua dimensione: Pep è un allenatore, come ben sappiamo, che predilige il falso nueve, e Aguero è il perfetto interprete di questo ruolo. Ma il Kun ha legato il suo nome al City fin dall’inizio della sua avventura, con quel gol del 13 maggio 2012 che regalò una Premier ai Citizens dopo 44 anni.

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Kun Aguero e un gol che pesa 44 anni di storia

13 maggio 2012, ultima giornata di Premier League. Manchester ribolle di emozioni: lo United ed il City arrivano in testa appaiati ad 86 punti, con gli Sky Blues in vantaggio per via della differenza reti. Di fatto, al Manchester City di Roberto Mancini “basta” fare lo stesso risultato dei dirimpettai rossi. I Citizens giocano in casa contro un QPR che deve giocare la partita della vita per riuscire a salvarsi, i Red Devils vanno allo Stadium of Lights del Sunderland contro una squadra che non ha più nulla da chiedere.
Dunque, si parte: passa subito avanti lo United, Rooney fa 1-0 e il City trema. La squadra di Mancini domina, crea occasioni e schiaccia il QPR, ma non sfonda fino al 40′ del primo tempo: Yaya Touré spedisce in porta Zabaleta che manda in vantaggio i suoi. La paura, ovviamente, inizia a calare, perché il controllo della partita è totale. Quasi, totale: all’inizio del secondo tempo, infatti, Lescott e Kompany si addormentano e Cissè può andare a battere Joe Hart per l’1-1, che vorrebbe dire salvezza per la squadra ospite. Poi, la grande dormita: il QPR resta in dieci uomini, per colpa del “solito” Joey Barton (un uomo passato anche dal carcere), ma riesce ad attaccare in contropiede e così trova il gol del 2-1 con Mackie. Lo sconforto all’Etihad Stadium è tantissimo, il popolo azzurro a questo punto smette di crederci. Quel traguardo, che sembrava così vicino dopo 44 anni, si sta allontanando, e nel modo più atroce: la Premier va sulla sponda “sbagliata” di Manchester.

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93:20, il minuto del destino

Entrano Dzeko e Balotelli, tutti insieme con Aguero per ribaltare questa partita maledetta, ma fino al 92′ non cambia niente. Poi, accade qualcosa. Angolo per il City: mischia furibonda e sbuca il gigante buono, il bosniaco Dzeko a regalare una piccola speranza, segnando il 2-2. Nel frattempo, la partita dello United finisce, e sancisce la vittoria dei Red Devils: la Premier è a un passo, il City deve vincere necessariamente ed ha un paio di minuti per farlo.
Ma questi due minuti sono esattamente ciò che basta ai Mancio Boys. Minuto 94′: De Jong recupera nella sua metà campo e cerca il Kun in avanti. Aguero controlla e scambia con Balo, che gli regala un pallone perfetto e mette in porta l’argentino: destro secco sul primo palo e il gol che manda in Paradiso il City ed all’Inferno i Diavoli Rossi. Il Manchester City è campione d’Inghilterra, lo stadio esplode, dopo 44 anni si torna ad esultare: ed è tutto grazie a lui, all’uomo venuto da Buenos Aires, l’uomo della Provvidenza Sergio Kun Aguero.

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