Atalanta, dieci anni di presidenza Percassi: dalle ceneri alla Champions League

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

L’Atalanta Bergamasca Calcio, una squadra che nel bene e nel male ha sempre scaturito grandi emozioni. In 112 anni sono capitate anche delle annate negative, ma è proprio da queste stagioni “no” che la Dea è crescita in maniera evidente. Molti tifosi nerazzurri ricorderanno l’ultima annata del ciclo Ruggeri (con Alessandro): una delle peggiori della storia atalantina nella quale si rischiava seriamente il fallimento. Contesto che la stessa Atalanta riuscì a rinascere dalle ceneri. Dieci anni fa, il 3 giugno 2010, Antonio Percassi ritorna a ricoprire la carica di presidente dell’Atalanta: l’inizio di un ciclo vincente.

IL DISASTRO NERAZZURRO TARGATO 2010: L’ATALANTA E BERGAMO MAI COSÌ LONTANI – Torniamo indietro nel tempo: più precisamente nel 2010. Una stagione deludente tra contestazione, retrocessione in Serie B e una società praticamente inesistente con in carica un Alessandro Ruggeri troppo inesperto per la carica di presidente. L’Atalanta aveva perso il suo smalto sotto tutti i punti di vista. Il duo dirigenziale Osti-Giacobazzi stava “debergamascalizzando” la Dea, allontanandola da qualsiasi rapporto con l’ambiente bergamasco, pensando che questo suo legame con il territorio fosse un limite. A fine anno la stessa Atalanta era in una situazione dove i debiti la facevano da padrone e si rischiava il fallimento: fino all’arrivo di Antonio Percassi.

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3 GIUGNO 2010: RINASCE L’ATALANTA BERGAMASCA CALCIO – La vendita della società è uno degli argomenti più discussi in estate: tra tira e molla, voci e una concretezza crescente con il passare dei giorni. Dopo 14 ore di trattativa arriva la firma: Antonio Percassi è il nuovo presidente dell’Atalanta. A Zingonia c’è grande entusiasmo da parte dei tifosi: entusiasmo pari alla vittoria dello scudetto, con il neopresidente in lacrime. Il marchio nerazzurro comincia a risplendere, tanto per citare qualche esempio: l’iniziativa nel regalare ad ogni neonato una maglietta dell’Atalanta, coesione tra tifo e società, agevolazioni sugli abbonamenti, inaugurazione di uno store dove il “prodotto Atalanta” è tutelato, una ristrutturazione dello stadio che lo porterà a diventare un’autentica bomboniera nerazzurra e ultimo, ma non meno importante, un fatturato pari a 188,6 milioni con dei conti in piena regola.

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DALLE PENALIZZAZIONI ALLA CHAMPIONS LEAGUE: PERCASSI HA RESO L’ATALANTA GRANDE – Con la nuova gestione, l’Atalanta ha vissuto annate di ogni tipo: la promozione in Serie A, le annate con le penalizzazione attorniate da grandissime soddisfazioni, la difficile stagione del 2014/2015, fino ad arrivare ai quarti di finale della UEFA Champions League. I tempi bui sembrano solo un lontano ricordo: quella Dea che dal 2010 era uscita con le ossa rotte, ora è una grande sia in Italia che in Europa. Tutto grazie ad un presidente tanto passionale quanto competente come Antonio Percassi: il merito di un grande uomo che è riuscito a trasformare la sua Atalanta (di cui è tifoso) in una squadra che, ora come ora, è nell’olimpo del calcio.

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