Atalanta, non temere il vuoto sugli spalti: Bergamo è con te per rinascere

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

“La tempesta che ci travolge ci piega, ma non ci spezzerà. Siamo nati per combattere la sorte, ma ogni volta abbiamo sempre vinto”. Il testo di Roby Facchinetti, ha riassunto alla perfezione questi tre mesi che ha passato l’intera città di Bergamo: un vero inferno dove molti hanno perso i loro cari, però l’idea di non mollare si faceva sempre più insistente. Il Coronavirus non ha fatto altro che rimarcare quello che significa essere bergamaschi dentro: ti pieghi (come dice la canzone “Rinascerò, Rinascerai“), ma non ti arrendi, facendoti trovare sempre pronto ad aiutare la tua gente in difficoltà. Poi c’è l’Atalanta, che è qualcosa di molto più importante di una semplice squadra di calcio, rappresenta l’identità della stessa Bergamo, dimostrando di avere quella romantica coesione che, in altre piazze, è molto difficile da trovare. Dopo 127 giorni la Dea è ritornata a vincere, nel ricordo di chi non c’è più, e per quel popolo che fisicamente non è sugli spalti, ma è come se fosse lì: a cantare e gioire all’ennesima vittoria nerazzurra.

L’Atalanta è con Bergamo: rinasceremo tutti insieme – “Vincere per Bergamo!“. Questa è stata la frase più citata dai calciatori dell’Atalanta (mister Gasperini compreso) negli ultimi giorni, a dimostrazione del forte legame tra squadra e tifo. Ieri la Dea è scesa in campo affrontando non solo il Sassuolo, ma anche un clima surreale: le bandiere, gli striscioni, l’entusiasmo della gente e i cori, hanno lasciato spazio ad un silenzio tanto particolare quanto significativo. Al momento del minuto di silenzio però, le lacrime dei tanti bergamaschi a casa non possono essere più essere trattenute: attraverso il maxi-schermo del Gewiss Stadium, viene mostrato il video della canzone di Roby Facchinetti “Rinascerò, Rinascerai. Situazione toccante, che ha scaturito nel profondo di tutti un misto di emozioni: dal dolore nel rivedere quell’immagine dei camion militari che trasportano le bare, alla gioia scaturita sia della positività dei medici bergamaschi ai goal dell’Atalanta, nella quale si poteva sentire in sottofondo l’esultanza dei tifosi. Una comprensione vista anche negli occhi dei giocatori orobici. L’obbiettivo è uno solo: vincere in onore di quella città che a loro a riservato onore, amore e gloria. Detto, fatto: il Sassuolo viene spazzato via con un sonoro 4-1. Con questo risultato l’Atalanta ha dato un segnale forte, toccante e motivazionale alla sua gente:Rinasceremo tutti insieme, da veri bergamaschi: Mola Mia!“.

  •   
  •  
  •  
  •