Bonucci e lo Scudetto: “La Lazio mi preoccupa. Play-off? Spero di no”

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui

Le due squadre rivali di questo campionato di Serie A 2019/20 sono state senz’altro la Juventus di Sarri e la Lazio di Simone Inzaghi, prime della classe indiscusse. Entrambe le compagini si divideranno il titolo fino alla fine della stagione, essendo distanti solamente un punto. Un braccio di ferro avvincente e di difficile previsione. La Juventus negli ultimi anni non ha avuto veri rivali per il titolo (eccetto il Napoli di Sarri), ma questa volta la squadra di Simone Inzaghi può davvero dare fastidio ai campioni d’Italia. Parola di Leonardo Bonucci.

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il centrale difensivo bianconero ha parlato della squadra biancoceleste e di altri temi come l’eventuale play-off, mal visto dall’ex Milan:

”Sì. In questo campionato ci ha tolto un trofeo (Supercoppa italiana ndr), è una bella squadra, Inzaghi è un grande allenatore. Ma adesso, dopo questa inattività, è difficile fare previsioni. Magari chi era in forma prima della pausa ora non lo è più, o viceversa. Sarà bello, entusiasmante. Come un campionato che ricomincia, con una griglia di partenza definita. Dovremo cercare in noi le risorse psicologiche e fisiche per questo nuovo inizio“.

Questione play-off e le partite a porte chiuse

Bonucci nel corso dell’intervista ha voluto esprimere la sua opinione riguardo un eventuale play-off, non gradito al 33enne juventino:

“Io spero che si arrivi alla fine normale del campionato. Se non fosse così nascerebbero un sacco di storie, polemiche, ricorsi… Io non sono favorevole ad altre ipotesi. Se ci si ferma, meglio finirla lì e non assegnare nulla. Speriamo di arrivare al 2 agosto e decretare un vincitore. Sperando sia la Juve…”. Giocare a porte chiuse è secondo Bonucci anomalo e la Juventus ha già provato questa sensazione contro l’Inter, ultimo match prima dello stop definitivo: “Noi abbiamo avuto la fortuna di giocare con l’Inter nelle condizioni con le quali si ripartirà. Certo è anomalo. Il tifo è un elemento del calcio. Pesa sulla concentrazione, sulle reazioni emotive dei calciatori. Le risorse mentali delle quali parlavo sono queste. Bisognerà supplire dentro di noi a quello che mancherà, fuori di noi”. 

 

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