Guidaci ancora, Ago (e scusa per il ritardo)

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

Ciao Ago,
Spero mi perdonerai per l’enorme ritardo. Il 30 maggio era il giorno del ricordo, del tuo ricordo. Sono passati 26 anni da quel giorno in cui decidesti che nella vita terrena non c’era più posto. Non è dato sapere se fosse stata casuale la scelta di andartene proprio nel decennale della finale di Coppa dei Campioni, ma quello che conta è ciò che hai lasciato: un esempio di correttezza in campo e fuori in qualsiasi squadra tu abbia militato: dall’amatissima Roma, al Milan, al Cesena, alla Salernitana, dove chiudesti la tua bella parentesi calcistica, che raggiunse il culmine nel 1983, con il ritorno dello scudetto nella capitale, 41 anni dopo il primo titolo.
Non credo che ti piacerebbe questo calcio, ormai preso d’assalto dai media, da Internet, da quisquilie che ai tuoi tempi non erano neanche immaginabili: se ci fossi non avresti alcun profilo social, concederesti (ma non sei il solo, credimi) pochissime interviste, anche se in quelle poche faresti trasparire quella poesia che non c’è più. Non ho le prove, ma nemmeno tu avresti accettato di riprendere a giocare, sapendo che ci sono vite in gioco.
Guidaci ancora, Ago, perché questo tuo esempio e ricordo non vada perduto, anche se il tempo, inesorabile, scorre. Anche se il calcio è cambiato, da quel maledetto ’94 che ti ha visto partire. Forse avresti meritato di più (senza dimenticare l’azzurro), ma tu mai ne facesti un cruccio. Spero che questa mia ti arrivi, dovunque tu sia.

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Guidaci ancora, Ago

tuo

Massimiliano

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