Inter, analisi (incubo) dei big match: Conte troverà la soluzione?

Pubblicato il autore: Giacomo Morandin Segui

Se il calcio italiano è tornato in versione un po’ differente da come siamo abituati a vederlo, l’Inter di Antonio Conte invece ancora una volta sbatte ancora una volta sul muro dei big match.
I nerazzurri in questa stagione arrivano ai grandi appuntamenti quasi sempre scarichi o meno incisivi del solito: nell’analisi condotta nell’edizione odierna da Libero, si può vedere come l’Inter abbia vinto solo 2 partite sui 12 big match presi in considerazione , quindi appena il 17%.

(https://twitter.com/capuanogio/status/1272408096061763585)

A questa lista però, ci permettiamo di aggiungere anche il doppio derby di campionato (vinti 0-2 e 4-2) e la doppia sfida di Champions contro lo Slavia Praga (1-1 a San Siro e vittoria 1-3 in Repubblica Ceca).
Motivo? Tutte le partite di Champions sono big match e il derby non si può non tenere in considerazione.

A quel punto il bilancio diventerebbe il seguente: 5 vittorie in 16 grandi sfide, ovvero il 31% che è pur sempre troppo poco per questa squadra.

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I FATTORE CHIAVE DEL BLACKOUT: CHAMPIONS+2 GIOCATORI
In Champions League l’uscita clamorosa dal girone non è un caso: il doppio confronto con lo Slavia doveva essere poco più di una formalità, l’andata è stata recuperata nei minuti finali ma più volte nel corso del match l’Inter non ha dato l’impressione di capirci molto della “gabbia” su Brozovic da parte dei cechi, al ritorno a Praga solo un Lukaku stellare ha evitato il tracollo; a San Siro con il Borussia, Conte ha impostato il match sul possesso palla dei tedeschi (che erano senza Schmelzer, Gotze e Alcàcer) sfruttando l’abilità di Candreva nelle ripartenze, ma al ritorno in Germania sopra 0-2 dominando il primo tempo si è fatta abbattere al primo tiro in porta del BVB per poi sciogliersi come neve al sole e perdere 3-2.
Il doppio confronto con il Barcellona è emblematico: al Camp Nou dopo il gol-lampo di Martinez e un primo tempo di assoluta solidità, nella seconda frazione sembrava che all’Inter mancassero energie e soprattutto idee, Suàrez ne ha approfittato e i catalani hanno portato a casa i 3 punti rimontando e vincendo 2-1; il ritorno a San Siro con l’orecchio sempre a captare i segnali dell’altra sfida a Dortmund, distrae i nerazzurri che con un Barcellona zeppo di seconde linee e già primo in classifica, si deconcentrano clamorosamente e a parte qualche folata di Lukaku non danno mai l’impressione di poter portare a casa la partita. Risultato: Inter eliminata e conseguente retrocessione in Europa League, molte energie spese in ottica campionato e sanguinosi punti persi nella lotta Scudetto.
Antonio Conte si è sempre lamentato di non avere una rosa lunga e probabilmente ha ragione ma nei momenti clou la squadra raramente si è dimostrata compatta, se non per brevi tratti dei tanto citati big match.
Nel calciomercato invernale è arrivato Eriksen, e da valore aggiunto sta diventando un rebus pericoloso da risolvere: il centrocampista non riesce a trovare la sua collocazione nello scacchiere dell’ex allenatore della Juventus anche se nella semifinale di Coppa Italia a Napoli ha finalmente giocato da trequartista: questo sarà un punto chiave del finale di stagione dell’Inter da risolvere insieme a Lautaro, visto che l’argentino l’altra sera è parso smarrito e poco cercato dai compagni; le voci da Barcellona inoltre non aiutano psicologicamente il ragazzo.

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Mancanza di carattere? Ansia da prestazione? Infortuni e/o defezioni importanti? E’ sicuramente un mix di fattori che l’ex ct azzurro dovrà tenere in considerazione per far migliorare i suoi, a partire dal recupero di domenica 21 giugno contro la Sampdoria: vincendo contro i doriani l’Inter tornerebbe a -6 dalla Juve capolista.

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