Inter-Sassuolo 3 a 3: tutto nella norma, è la solita “Pazza Inter”

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui


I tifosi nerazzurri sono consapevoli di tifare una squadra “pazza”. Lo recita lo stesso testo dell’inno nerazzurro, quasi fosse un tratto biologico da accettare incondizionatamente, in quanto impossibile da estirpare. Una follia che ha una doppio volto, che rende la squadra un po’ dott. Jekyll, un po’ Mr Hyde. Si passa dal vincere tutto a sudarsi la qualificazione in Champions League contro l’Empoli, squadra in lotta per la salvezza. Tifare Inter è un’avventura sulle montagne russe: per un attimo ti ritrovi a sfiorare il cielo e il secondo dopo scendi giù, in picchiata verso il fondo. Esiste la follia interista che ha in sé del genio e che fa dell’imprevedibilità la sua caratteristica principale, la pazzia di quell’Inter che, nella stagione 2004/2005, ha rimontato per 3 a 2 una partita che perdeva 2 a 0 contro la Sampdoria, con due gol realizzati da Bobo Vieri e da “el chino” Recoba agli sgoccioli del secondo tempo. L’inter è la follia di Sneijder che all’89esimo di Dinamo Kiev-Inter del 2009/2010 regala ai compagni la gioia della vittoria, che permette di proseguire il cammino in Champions. La pazza Inter è quella che nel 2010 resiste in dieci uomini al Camp Nou contro i marziani del Barcellona, in quella notte che le spalancò le porte della finale di Champions League al Bernabeu. E’ il colpo di testa di Vecino del 3 a 2 all’82esimo contro la Lazio e quello dell’uruguagio contro il Tottenham al 92esimo minuto nei gironi di Champions League, nel 2018.

Leggi anche:  Eriksen: "Sto bene, spero di tornare presto"

“Tu mi porti sù.. e poi mi lasci cadere”

Poi, il lato oscuro, quella parte di sè spesso inspiegabile, che lascia interdetti tifosi, società, giocatori stessi, che ha ispirato la nascita di tantissime pagine social, come “Interisti Esistenzialisti”, che ironizzano sulle sventure dell’Inter, sulla “tassa sofferenza” con cui i tifosi sono costretti a fare i conti e sugli episodi che riguardano la storia nerazzurra che sembrano non avere una spiegazione logica. Brucia ancora quell’Inter-Psv 1 a 1, pareggio che eliminò i nerazzurri dalla Champions League, nonostante il dominio della squadra dell’ex tecnico Spalletti sugli olandesi. Un amaro ricordo anche la rimonta del 3 a 2 in Borussia Dortmund-Inter del’11 maggio del 2019: i nerazzurri non hanno saputo difendere il doppio vantaggio sui tedeschi, finendo per essere travolti dalla loro “remuntada”. Nonostante il tuffo nel passato, in questi flashback che fanno scuotere la testa, la situazione attuale non sembra essere del tutto cambiata. Il faticoso e macchinoso pareggio per 3 a 3 di ieri, contro il Sassuolo, è una pazzia per una squadra in corsa per lo scudetto e per una competizione europea come l’Europa League. E’ mancato cinismo, concretezza, voglia di chiudere il match. E’ pazzia, una maledetta pazzia quella di Gagliardini, che forza un tiro finito sulla traversa, invece di accompagnare il pallone in rete. E’ pazzia non avere una panchina di giocatori al livello dei titolari, priva di alternative. E’ follia allo stato puro regalare un calcio di rigore come quello che ha regalato ai neroverdi Ashley Young, giocatore che ha alle spalle anni di carriera con squadre di livello come il Manchester United. Questo lato dell’Inter è quello che tarpa le ali ad una squadra nata per competere ai più alti livelli.

Leggi anche:  Dove vedere Austria-Macedonia del Nord, streaming e diretta tv in chiaro Rai Sport?

Che la follia autodistruttiva sia realmente un tratto biologico dell’Inter?
https://www.instagram.com/p/CA2AhFzJAGt/

  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: