Le preoccupanti dichiarazioni del ds Petrachi. Roma ancora vittima delle sue anomale ricorrenze ?

Pubblicato il autore: jean Segui

Gianluca Petrachi si presentò ufficialmente alla stampa romana in  un torrido giovedi 4 Luglio dell’anno scorso, dopo un “corteggiamento lungo ma intenso ” della Roma, usando le parole introduttive alla conferenza stampa del ceo Fienga. Sguardo fermo, atteggiamento risoluto ma non rigido, l’ex ds del Torino, dopo una decade passata sotto la mole, decise di venire a Roma cercando di spazzare via gli alibi, di varia natura e generati da molteplici dinamiche, che hanno contraddistinto l’evoluzione della società giallorossa nel corso della sua storia, con punte variabili nel corso degli anni. “Non ci faremo strozzare da nessuno, chi non è convinto può andarsene; voglio vedere la determinazione negli occhi di tutti”. Il primo impatto fu positivo, l’ambiente era funestato da soporifere e ripetitive diatribe intestine che avevano avuto nel discutibile addio di Totti, in data simbolica 17 giugno (nel 2001 fu scudetto), nel salone d’onore del coni l’apice. Era stato un tiro al bersaglio nei confronti di una dirigenza a tratti assente e non rea di errori, un’ondata di violenza mediatica aizzata dai molti cronisti locali, che con interessi piu o meno personali cercavano di cavalcare il dissenso generatosi. Il caso De rossi e l’anomala mail, con tanto di ricostruzione thriller dell’ottimo Carlo Bonini su repubblica, inviata da ed Lippie a Pallotta, nella quale veniva reso pubblico il dissenso di De Rossi sull’acquisto di Nzonzi , visto come un pericoloso rivale, e l ‘effetto repulsivo creato da Totti nello staff tecnico e non di Trigoria, raggiugevano tensione ad un ambiente oramai bisognoso di anomalie e dissenso.
Petrachi con il suo sguardo lucido cercò di focalizzarsi solo sul presente-futuro prossimo lasciando da parte vecchie incomprensioni. L’impatto fu ottimo ed il suo operato venne apprezzato a fine agosto con acquisti last minute di valore.
Purtroppo come ogni anno la Roma si imbattè in un vortice negativo di durata ed intensità variabile, in cui si passava dal caso infortuni alla carenza atletica dei giocatori. Pause inspiegabili, ogni anno, e ancor piu in  questa stagione con una rivoluzione attuata ,l’  ennesima, totale, e senza nemmeno  l’alibi del peso dei senatori. Dopo la bella vittoria, anche se un pò larga, di firenze, nella quale Zaniolo e Pellegrini confezionarono giocate con una continuità tale da lasciar intravedere qualità ancora piu importanti, la Roma si fermò. Quasi due mesi senza una vittoria, e Petrachi anch’egli sembrava ricadere nell’inganno dell’alibi capitolino. Le sue sfuriate a Reggio Emilia, alla fine di un primo tempo estremamente negativo, e rese pubbliche a mezzo stampa, segnalavano un disagio. Ogni allenatore o ds che tentano l’avventura od il riscatto nella capitale , dopo una diffidenza iniziale tendenzialmente per un periodo si fanno  apprezzare, salvo poi ripiombare nel disfattismo piu cupo e diventare di pari passo oggetto di disprezzo o addirittura scherno, vedi Sabatini, post Roma Fiorentina 0 3 del Marzo 2015, o Luis Enrique post Fiorentina Roma 3 0 Dicembre 2011.

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