Maldini – Milan: il punto sulla situazione

Pubblicato il autore: Ciraci Dennis Segui

Maldini e il Milan. Una storia d’amore che dura dal 1985, che si è interrotta momentaneamente nel 2009 quando la leggenda rossonera ha terminato la vincente carriera da calciatore, ed è ripresa nell’estate del 2018 nelle vesti di dirigente sportivo. L’ex capitano rossonero era stato affiancato dalla nuova proprietà statunitense Elliott a Leonardo in qualità di direttore dello sviluppo strategico dell’area sportiva. Un anno dopo il dirigente brasiliano ha fatto ritorno al Paris Saint Germain e Maldini ne ha raccolto l’eredità, diventando il nuovo direttore tecnico del club. La società ha accostato Zvonimir Boban all’ex bandiera rossonera, ripristinando così il DNA rossonero che si era perso negli ultimi anni all’interno dell’organigramma del club. Sin dall’ultima sessione estiva di calciomercato erano emerse le prime divergente tra Ivan Gazidis ed il trio Maldini, Boban e Massara. Due filosofie di pensiero all’opposto: da una parte il progetto di Elliott e Gazidis basato sull’acquisto di giovani promesse del panorama europeo da valorizzare, dall’altra una visione da parte dei tre dirigenti improntata più sull’esperienza e sulla maturità calcistica.

Ma è stata la scelta dell’allenatore ad aver fatto traboccare, nei mesi successivi, la goccia dal vaso. Marco Giampaolo è stato voluto in prima persona da Maldini, ma gli scarsi risultati, la mancanza di gioco e il non utilizzo dei nuovi acquisti hanno portato la proprietà americana a esonerare l’ex tecnico della Sampdoria dopo appena sette turni di campionato. Di fatto questo esonero ha sancito il fallimento della scommessa del dirigente classe 1968, dato che in campionato si è tradotta in una partenza a rilento da parte della squadra, al tredicesimo posto in classifica dopo sette giornate (bilancio di tre vittorie e quattro sconfitte). Una posizione traballante già dallo scorso ottobre e con il recente allontanamento di Boban, Maldini si trova ora a fare una scelta sul proprio futuro: continuare e credere nel progetto Elliott o smettere? L’attuale direttore dell’area tecnica vorrebbe rimanere in società, ma nè con un ridimensionamento della propria posizione nè con un ruolo distaccato dalle decisioni del club. Bensì a determinate condizioni: avere voce in capitolo sia sull’allenatore sia sul calciomercato.
La questione allenatore è il tema caldo nelle ultime della società con sede in Via Aldo Rossi. Ralf Rangnick, ex tecnico del Lipsia ed attuale Head of Sport and Development Soccer del gruppo Red Bull, è il profilo giusto secondo Gazidis e la proprietà. Di parere opposto il direttore tecnico che non lo ritiene la figura ideale. Le continue diatribe tra le due correnti di pensiero non fanno altro che alimentare i malumori destabilizzando l’ambiente. C’è bisogno di unità di intenti, per questo urge un confronto tra le parti il prima possibile, in modo da gettare le basi per un Milan competitivo la prossima stagione, facendo chiarezza in primis su chi allenerà la squadra. Il fondo Elliott crede in Maldini ed anche Gazidis vedrebbe di buon occhio una sua permanenza, così da mantenere una figura di riferimento del brand Milan a livello internazionale. Tanti dubbi sul futuro, ma una cosa è certa: i tifosi non accetteranno più un’altra annata di transizione o dalle magre consolazioni.

Leggi anche:  "È stata tua la colpa". Grazie Papu Gomez, ma l'Atalanta viene prima di tutto
  •   
  •  
  •  
  •