Malesani amaro: “Il calcio si è dimenticato di me, non allenerò più”

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui

Alberto Malesani è stato uno dei migliori tecnici presenti in Serie A negli anni ‘90 e inizi 2000. La sua stagione tra le fila della Fiorentina nel 1997/98, fu premiata con un quinto posto meritato per i viola e che valse la qualificazione in Coppa UEFA. Cecchi Gori diede la possibilità a Malesani di allenare la Viola dopo la gavetta da parte del tecnico veneto tra le fila del Chievo: squadra con la quale è passato dalle giovanili alla prima squadra.

Dopo la breve esperienza con la Fiorentina, Malesani passò l’anno successivo al Parma di Tanzi, dove riuscì a portare a casa la Coppa Italia e la Coppa UEFA nella stagione 1998/99. Ultima squadra italiana a vincere la UEFA. Dopo Parma, Malesani tornò a Verona, ma questa volta per allenare l’Hellas Verona. Squadra con la quale militò dal 2001 al 2003. Nel Verona, la sua compagine disputò nel 2001/02 una prima buona parte di stagione per poi crollare successivamente, arrivando purtroppo fino alla retrocessione. Da lì in poi, la carriera di Malesani è stata sempre più in salita. L’ultima esperienza per il tecnico è stata quella con il Sassuolo nel 2014, dove la sua squadra collezionò 5 sconfitte in altrettanti match. Esperienza terminata con un esonero inevitabile.

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Intervistato dal Corriere dello Sport, Malesani ha affermato di sentirsi oramai un ex allenatore e che la mancanza di offerte è per via dei suoi ultimi risultati in panchina, i quali non gli hanno dato ragione. Ecco un estratto della sua intervista:

Per il mondo del calcio ormai sono un ex e non allenerò mai più. Io adoro fare l’allenatore, ritenendolo uno dei mestieri più belli del mondo, ma nel momento in cui i risultati non ti danno più ragione e l’età avanza, succede che ti dimenticano. Se mi sento vecchio? Assolutamente no, ma purtroppo nel calcio come nella vita l’avanzare dell’età distorce il pensiero delle persone, quando di contro io credo che l’esperienza sia un patrimonio di cui tener conto. Le grandi squadre vincono anche perché hanno campioni con tanto passato e allora perché non deve essere così anche per gli allenatori?”.

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