Sky e DAZN, numeri flop per gli abbonamenti. Gli italiani abbandonano le pay tv?

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui

Sky e DAZN, crolla il numero degli abbonati. A partire dalla stagione 2018/19 i diritti televisivi del campionato di Serie A sono stati ripartiti tra Sky (sette partite in esclusiva alla settimana) e la piattaforma streaming DAZN (tre partite in esclusiva alla settimana), comportando un considerevole aumento dei costi per la visione completa dei match del campionato italiano. Le due pay tv sono corse ai ripari con un accordo dello scorso agosto che ha portato alla creazione di un canale DAZN sul satellite, gratuito per gli abbonati Sky da più di tre anni. Tuttavia, i maggiori costi hanno pesato per molti tifosi e, secondo un analisi condotta da Enders, nel corso del 2019, ci sono stati 1,15 milioni di abbonati in meno rispetto all’anno precedente. L’azienda britannica specializzata nelle ricerche di mercato ha certificato che, tra il 2009 e il 2019, i ricavi delle pay tv si sono ridotti dell’8%, mentre i costi per l’acquisizione dei diritti televisivi sono cresciuti del 78%.

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La crisi di Sky e DAZN colpa della pirateria e del Coronavirus?
Le pay tv hanno vissuto mesi burrascosi in seguito allo stop del calcio per l’emergenza dovuta al temibile virus. Sky Dazn hanno richiesto un forte sconto per l’ultima rata dei diritti televisivi ma la proposta non è stata accolta arrivando allo scontro totale con i club e la Lega Serie A. Intanto già si pensa al triennio 2021/24 e si è parlato negli ultimi mesi di offerte di colossi come Amazon o il fondo CVC ma allo stato attuale potrebbero anche riconfermarsi Sky DAZN con un’offerta al ribasso. La Serie A è un prodotto sempre meno appetibile e in tantissimi hanno deciso di affidarsi alla pirateria. In Italia sono sempre di più i consumatori che disdicono l’abbonamento alle pay tv per sottoscrivere Iptv illegali che offrono la visione dei canali di Sky, DAZN e Netflix ad una cifra compresa tra i 10 e i 15 euro mensili. Il fenomeno è sempre più crescente, 4,6 milioni di abbonamenti illegali, e sta causando conseguenze economiche negative in tutto il settore. I ricavi sottratti dalla pirateria sono stimati sopra il miliardo di euro, con 5.700 posti di lavoro a rischio e una perdita di PIL pari a 369 milioni di euro.

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