Sconcerti: “La juventinità è diventata ingestibile. I tifosi bianconeri sono eterni scontenti”

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui

La situazione in casa Juventus, il commento di Sconcerti. Archiviata la stagione 2019/20 con la conquista del nono campionato consecutivo e la recente delusione dell’eliminazione dalla Champions League, i bianconeri sono pronti a voltare pagina con il nuovo allenatore Andrea Pirlo ed una probabile mini rivoluzione nella rosa. Intervistato dal sito calciomercato.com, il giornalista Mario Sconcerti ha analizzato così il momento psicologico del club juventino: “I tifosi della Juve annunciano una sindrome particolare, quella dell’eterna scontentezza. E’ una sindrome seria, coinvolge tutto il calcio e l’interesse che lo riguarda. Ma stando a quel che si sente non esiste più uno juventino soddisfatto. Si era contro Allegri un anno fa, si è sempre stati contro Sarri in questa stagione. Non entusiasma Pirlo. Nemmeno si festeggia il nono scudetto che pure è un record eccezionale, così come non si era festeggiato il sesto, il settimo, l’ottavo”. 


Sconcerti 
continua: “C’è una Juve, una juventinità, che è andata oltre, è diventata ingestibile. Cosa significa non essere più felici di niente? Si vuole la Champions, d’accordo, ma è lecito nei sentimenti farne una condizione? Forse c’è nei tifosi della Juve qualcosa di diverso dalla nascita. Il calcio è una cosa che difende se stessa, il tifo nasce per difendere le proprie radici. La Juve è l’unica squadra senza una città dietro le spalle, è una squadra di tutti. E’ questa globalizzazione che costringe a riconoscerla solo nella vittoria. Non sei noi stessi, sei quello che vinci. Altrimenti non esisti”. 

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