Castagne spiega la cessione: “Poca stabilità con Gasperini, ecco perché ho lasciato l’Atalanta”

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Timothy Castagne ha lasciato l’Atalanta per volare in Premier League (direzione Leicester) esordendo addirittura con un goal, ma ai microfoni de La Gazzetta dello Sport ha raccontato il perché della decisione di lasciare Bergamo: rilasciando dichiarazioni molto forti nei confronti del suo ex mister Gasperini.

Castagne e la sua cessione

“Avrei potuto rinnovare il mio contratto con l’Atalanta, ma presi la mia decisione dopo il match contro il PSG. I soldi non c’entrano, ha pesato la situazione tecnica. Prima di quella partita sono stato provato nell’undici titolare tutta la settimana, però alla vigilia sono stato escluso nella maniera più assurda possibile: avevo bisogno di trovare stabilità in un determinato ruolo, perché giocavo sia a destra che a sinistra e poi la panchina. Non è tanto il massimo. Detto ciò – continua Castagne – non potrei mai parlare male di qualcuno: semplicemente, volevo trovare continuità. Gasperini? Tecnicamente e tatticamente è uno dei top in assoluto, umanamente però non c’era un grande rapporto. Ha il suo modo di fare: per esempio, se stai fuori sarebbe importante avere una spiegazione da parte dell’allenatore, ma con lui mancava questa cosa. A Bergamo è fondamentale capire e adattarsi al gioco di Gasperini: se ce la fai, non ti fermi più”.
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