Trentun anni senza Gaetano Scirea

" Gai ma buttalo giù ! ", urlava il Trap dalla panchina. " Mister no, sa che non ci riesco ", rispondeva Scirea. L'uomo venne sempre prima del giocatore, amichevole e fraterno con i compagni, corretto e leale con gli avversari. Forse l'unico a ringraziare dopo ogni intervista. La vita ce lo ha portato via sicuramente troppo presto e sicuramente ci si immagina come sarebbe adesso. Sicuramente (ma forse è banale retorica) sarebbe lontano da questo tipo di sport, fatto di comunicazione veloce, di apparenza e soprattutto, di Internet. Amerebbe stare con i giovanissimi piuttosto che confrontarsi con gli adulti. Sono però solo elucubrazioni senza fondamento.
Scirea era di poche parole, già per il tempo diverso dagli altri: la sua stanza al mondiale di Spagna 1982 era soprannominata (suo compagno di stanza era il grande Dino Zoff) la Svizzera per la tranquillità e l'ordine che c'era là dentro. Lo stesso ordine che aveva Gaetano nella vita, come quando affrontò da privatista l'esame di maturità per far piacere a suo padre Stefano.
31 anni Gaetano, un abbraccio, ovunque tu sia