Sconcerti: “Conte malinconico ma l’Inter è la favorita per lo scudetto. Il Milan è un miracolo”

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui

L’Inter vince contro il Genoa, il giudizio di Sconcerti. Nel suo classico editoriale tra le pagine de Il Corriere della Sera, il noto giornalista sportivo ha commentato così il successo dei nerazzurri nella trasferta ligure: “L’Inter forse non giocherà mai veramente bene, ma continua a sembrarmi la squadra più adatta a vincere il campionato. Perché ha tante partite in cui andrà oltre per selezione naturale. Questa di Genova è un esempio evidente. Non ricordo una parata di Perin, ci sono stati pochi colpi di bel calcio, ma tutta la partita è andata via via sempre più nelle mani dell’Inter. In un campionato come questo, dove non esiste il fattore campo, l’anno scorso contò per 26 giornate, dove perdere è più normale, l’Inter ha possibilità fisiche, tecniche e individuali imperfette ma molto vaste. Qualcosa accade sempre quando hai la possibilità di far entrare Barella e Hakimi dopo un’ora, Darmian è il tuo quinto giocatore di fascia e naturalmente hai Lukaku per attaccante. Non è troppo importante giocare, conta far passare il tempo e trovare una rima, anche una sola. Il resto viene da solo. L’Inter perde pochissimo, da quando c’è Conte solo 5 volte in 43 partite di campionato. E nessuno, tranne il Napoli, si è davvero rinforzato tra le squadre migliori. Il Milan lo aveva fatto a gennaio.  È questa entropia liberata che può portare vantaggio all’Inter, a un metodo malinconico ma esatto come quello di Conte”. 


Sconcerti conclude il suo articolo parlando così dei rossoneri, a sorepsa in testa alla classifica della Serie A e in attesa del big match in programma contro la Roma: Milan, quanto vali davvero? 3-4 squadre sono complessivamente più forti: Juve, Inter e Napoli. L’Atalanta forse non è migliore di questo Milan. La Roma ha poco equilibrio. Il Milan oggi è una specie di miracolo giovanile tenuto insieme dalla competenza di Maldini e dalla moderazione di Pioli. E non si manifestano errori di mercato. Nel Milan c’è una diversità di gioco e pensiero che sta diventando superiorità. Da solo questo Milan non basta ancora, Raramente una squadra basta da sola per vincere. Servono anche gli errori degli altri. L’unico limite di questo Milan è dipendere troppo da Ibra. Anche solo fisicamente. Lentamente questa dipendenza è destinata a scendere, ma senza una data esatta. Ma il Milan ora c’è, non è più l’ospite maldestro delle grandi squadre. Berlusconi è sempre stato il pilota del Milan. Ora invece è la squadra che costruisce la società. Si naviga nel silenzio, ma è così che si portano in fondo le sorprese”.

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