Fiorentina: Prandelli stecca al debutto

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui


Il ritorno sulla panchina viola di Cesare Prandelli, a poco più di dieci anni dall’ultima gara (16 maggio 2010, Bari-Fiorentina 2-0), porta una clamorosa sconfitta interna per 1-0 e rivitalizza il Benevento di Pippo Inzaghi, reduce da quattro sconfitte(cinque, se si aggiunge la Coppa Italia) consecutive. Sicuramente le colpe non sono del tecnico di Orzinuovi, che ha preso la squadra poco dopo il pari di Parma (e forse neanche di Iachini), ma la situazione appare drammatica, specie pensando ai futuri impegni della Fiorentina e specie pensando alla desolante sterilità in zona gol. Ribery appare l’ombra di se stesso e, come se non bastasse, un infortunio lo ha tolto di mezzo alla fine del primo tempo. Bisogna però anche affermare che il francese non può fare miracoli, visto e considerato anche che ha 37 anni ed ha ormai una autonomia limitata. Nelle ultime tre gare la Fiorentina non ha segnato alcuna rete e la media appare desolante: solo 10 gol in 8 partite. I punti sono solamente otto: media assolutamente da retrocessione o, se vogliamo essere ottimisti, da salvezza risicata. Certo, si dirà che il campionato è lungo e che bastano due vittorie di fila per risalire la china, però il problema è che la squadra appare molle, svogliata ed incapace di pungere come potrebbe. E’ bastato un tiraccio di Improta al 52′ per chiudere la pratica. E quel che è peggio, i campani hanno addirittura sfiorato il pareggio, negato da una parata di Dragowksi. Solo il polacco, assieme ad Igor e Pezzella, hanno avuto una prestazione soddisfacente. Il resto, nulla o quasi. La sensazione è che fino a Natale bisognerà stringere i denti, sperando in un mercato invernale che porti almeno due innesti di sicura qualità. Prandelli insomma, ha di che preoccuparsi e dovrà lavorare non poco, anche sul morale dei giocatori. All’orizzonte c’è la sfida con il Milan, che domenica sera ha battuto il Napoli per 3-1 e che gode di ottima forma. Certo, Ibrahimovic è uscito dal campo dolorante e mancherà: per lui dieci giorni di stop a causa di una lesione al bicipite femorale. Questo può essere un vantaggio (e non da poco) per la Fiorentina, che però deve lavorare intanto su se stessa e non badare alle disgrazie altrui. Da sempre i Viola sono sempre stati noti per aver faticato (e talvolta perso) con le piccole, per poi dare filo da torcere alle grandi, ma questo sembra, per ora, più che altro, un augurio. Intanto mercoledì si va ad Udine, per la Coppa Italia. Passare il turno vorrà dire molto, specie per il morale. Poi il Genoa il 7 dicembre, gara assolutamente da vincere. Fino a Natale insomma, un calendario non propriamente morbido. I maligni sicuramente riabiliteranno Giuseppe Iachini, che ha potuto fare ben poco, di fronte ad una squadra che fa ancora molta fatica. Inesperienza sicuramente, ma anche la mancanza di un attaccante che possa costituire un problema per gli avversari. Bisognerà incamerare punti per evitare di guardarsi indietro: in classifica, il Parma ha un solo punto in meno e il Torino solamente due. Basta poco per risalire quindi, ma anche poco per venire risucchiati giù.

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